Poteva piovere, o qualcosa del genere, diceva Sacchetti un po’ di settimane fa. Beh, ha piovuto, grandinato e nevicato, per una Fortitudo che forse nemmeno più bada ai risultati, visto come Milano era comunque una montagna troppo alta da scalare e nemmeno si è fatto malaccio, e Bamberg una roba nella quale infierire contro l’asilo mandato in campo porterebbe, forse nemmeno ingiustamente, a chiamare il Telefono Azzurro. Non è questione di indulgenze o simile, ma quando in campo, obbligatoriamente, ci finiscono le terze linee, allora è dura dare dei 3 o dei 4. Certo, si potrebbe disquisire su un roster costruito con rincalzi non ancora maturi, ma non ci si può lamentare prima delle RSA e poi dei kindergarten. Ovvio che qualcosa andrebbe studiato, perchè è palese che ci sono dei buchi. Ma ritenere Bamberg un esame da cui trarre decisioni, insomma, forse no.

Poi si potrebbe discutere sulla necessità di una Eurocoppa giocata in una città fantasma, con palloni toccati da non giocatori e che solo i ghostbusters hanno potuto rimuovere e clima surreale per non dire da teatro dell’orrido: si può dire tutto di Pavani e degli errori a monte, ma non che si meritassero cotanta atmosfera, con mezza squadra (il lato buono) a guardarla da fuori. Finchè la palla va lasciala andare direbbe Orietta Berti, ma essendo lei reggiana ed essendoci ora, nei social, anche una certa dialettica tra chi rimpiange il Molisano finito proprio in Quadria, allora meglio glissare. E far notare che il campionato conta di certo più della Coppa, e che non è Brindisi – in queste condizioni – forse il posto dove andare a recuperare punti persi criminosamente altrove. Ma, almeno, evitare gli sguardi persi in partenza del martedì nero dell’Eurobasket.

Intanto arriva Cusin, tampone (detto in senso positivo.. anzi no, così è ancora peggio. Insomma, ci siamo capiti) per coprire l’assenza di Happ, in un momento in cui Sacchetti non sa davvero che pesci, anzi, che giocatori pigliare. In uno strano mondo dove se hai un Covidizzato giochi menomato e se nei hai sette puoi – legittimamente – chiedere il rinvio: converrebbe quasi diventare un cluster, in attesa di capire per cosa si stia giocando, tra idee di rinvii, sospensioni, blocchi di retrocessioni eccetera. Vero che i problemi del mondo sono altri, ma parlando qui di basket, ecco, c’è confusione. Poi, vedremo anche Saunders, che arriverà a tamponare (vedi sopra) un po’ la positività – sanitaria – di Fletcher, un po’ la negatività – agonistica – dello stesso Fletcher. Forse quantitativamente non utile, dato che non è in quella zona che c’è carenza di materiale, ma forse più affine alle richieste di Sacchetti.

Brindisi, quindi. Ottimo inizio in Puglia, 4-1 di record e migliore difesa fin qua, perdendo solo a Venezia e poi facendo tetris successivamente. Come Milano, altra squadra che dovrebbe fare le coppe ma che arriva alla domenica dopo una gara non giocata e rinviata. Allenata da coach Vitucci, Brindisi ha 19 di media – ma non gran medie da D’Angelo Harrison (genitori amanti dello scugnizzo biondo?), punti e rimbalzi dal lungo Perkins e dall’alona Derek Willis, nelle cui vene scorre anche sangue nativo, essendo la madre proveniente dalla tribù degli Arapaho. Per gli amanti degli Squallor, proprio una decina di giorni dalla morte di Alfredo Cerruti, è praticamente un rigore a porta vuota.

(Foto Valentino Orsini – Fortitudo Pallacanestro 103)

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