(Foto Valentino Orsini - Fortitudo Pallacanestro 103)

Quattro match mensili, equamente divisi fra sorrisi e dispiaceri, è il cammino novembrino della Fortitudo, che inizia con la seconda trasferta consecutiva in Friuli sul difficile campo di Udine, in un match con la solita rincorsa e le solite magagne nascoste da una quasi vittoria.

Non bastano però i complimenti, e per cercar punti serve tornare sui legni del Paladozza, in due viaggi ravvicinati: prima Rimini, superata non senza patemi iniziali (grazie soprattutto ai 17 di Italiano) poi camuffati nel largo divario finale, per poi ripetersi sette giorni dopo, qui con maggior sforzo, contro Chieti, adeguandosi ad un punteggio alto che poteva costare caro.

In entrambe le occasioni la Effe ha dovuto fare i conti con l’assenza di Steven Davis (oltre al “covidizzato” Dalmonte degnamente sostituito da Angori contro Chieti), uscito malconcio dopo Udine, fermo ad oggi da circa venti giorni. Tre gare saltate per ora per l’ex Biella – saranno quattro domenica contro Ravenna per scollinare il mese d’assenza – e che qualcuno se ne sia accorto è forse solo più per la non presenza sul campo, che non per l’apporto scarso confermato da cifre discutibili (7,5pt in 22 minuti medi su sei gare).

La trasferta di Mantova, e siamo ai giorni nostri, ha regalato l’ennesimo dispiacere lontano da Bologna: in Lombardia, scivolata sul -16, va detto anche senza Aradori (peritendinite achillea), la Effe ha rincorso nuovamente l’avversario per poi arrivare col fiato corto nel finale. Altro stop quindi, con Fantinelli a fare l’Aradori (23) e pure il Thornton (8 con 3/14 al tiro). Ecco due USA la Effe non può proprio regalarli.

(Foto Valentino Orsini – Fortitudo Pallacanestro 103)

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