MESE DI MAGGIO

01/05 – La partita della vita. E’ di fatto uno spareggio quello con Napoli, due punti avanti alla Effe ma raggiungibile in caso di vittoria. La Fortitudo però incassa un’altra brutta botta, tradita stavolta dal suo attacco (56 punti segnati). La sconfitta non ammette riparazioni, perché non c’è più tempo, e la retrocessione diventa realtà. Aradori e Benzing fanno 0/11 dall’arco, a rimbalzo è la solita mattanza (37-54), e l’impressione è di una serata in cui sarebbe bastato davvero poco per sperare ancora. Dopo 13 anni quindi la storia si ripete, ed ora la prima urgenza è mantenere in vita il club.

03/05 – Dopo appena 48 dal patatrac, è tempo di fare le pulci ai conti della Fortitudo per capire se ci possa essere ancora vita. Oltre 4 milioni di debiti in pancia non lasciano ben sperare, e non invogliano eventuali forze fresche (smentite cordate vicine a Carlton Myers) a subentrare se non solo azzerando tutto. Solo dopo ci si potrà occupare della parte sportiva, che sui giornali è già partita col botto col nome di Vincenzo Esposito quale successore di Antimo Martino.

04/05 – Le vicende extra campo sono ovviamente diventante dominanti. Sui giornali escono le parole “dei vertici” dell’aquila. Per Melloni, presidente del Consorzio, la Effe avrà ancora vita e “certezza matematica” di inscrizione anche in serie A2, mentre Muratori, al Carlino, risponde agli striscioni della “Fossa dei Leoni” (Liberate la Fortitudo) sottolineando come fu proprio la Fossa, nove anni fa, a chiedergli di prendersi carico della Effe in un momento delicato. “La Fortitudo è libera, almeno da me, già da molto tempo” dirà il maggior azionista della Effe.

05/05 – Fra voci di mercato già galoppanti e basi da cui ripartire l’anno venturo (Aradori e Fantinelli, out Carraretto), Jabril Durham abbandona la truppa prima dell’ultima inutile match contro Reggio Emilia, per tornare negli Stati Uniti e assistere alla moglie che sta per partorire. Anche Procida, per un fastidio al ginocchio salterà l’ultima gara stagionale.

08/05 – L’ultima inutile fatica alla Unipol Arena contro Reggio Emilia è solo una passerella per concludere questa dannata stagione. E’ un’altra sconfitta per 88-77 con Benzing a sparacchiare di nuovo (2/11) ed Aradori a gonfiare cifre personali (22). Il pubblico Effe è presente, silente, in una dura contestazione rappresentata da riassuntivi striscioni delle “perle” societarie messe una dopo l’altra.

17/05 – Con la Fortitudo “ufficialmente” in vendita fino a fine mese, stando alle parole di Melloni, ma senza ancora un’offerta concreta, la buona notizia è un primo ok da parte dell’agenzia delle entrate per il piano di ristrutturazione del debito presentato, con la concessione a tagliare di oltre il 50% le pendenze.

19/05 – Sebbene la situazione societaria non sia ancora chiara e definita, continuano le voci di mercato sulla parte sportiva, con coach Martino sempre più fuori (Forlì?) e un Attilio Caja, in uscita da Reggio Emilia, dato come prima scelta per la panchina biancoblù.

22/05 – Con Martino vicino ad un accordo biennale a Forlì, la panchina del toto allenatore biancoblù si arricchisce di un altro nome. Con Menetti diretto verso il ritorno a Reggio Emilia, e Caja direzione Pesaro, l’ipotesi ora cade su Paolo Galbiati, fresco di retrocessione con Cremona, ma forse più adatto al profilo per un’eventuale ripartenza.

26/05 – La data ultima di fine mese per l’ipotetica vendita della Fortitudo a nuovi investitori si avvicina, ma nulla pare faccia presagire ad un cambio di rotta. Anzi, con buone speranze di vedere accettata la ristrutturazione del debito da parte dell’Agenzia delle entrate, in Fortitudo figure operative lavorano anche alla parte sportiva, con la priorità della panchina. Simone Pianigiani è l’ultimo nome uscito dal cilindro.

31/05 – Passata la dead line della messa in vendita senza reali interessamenti, è oramai certo che la Fortitudo rimarrà in mano, forse con ruoli mischiati, alle stesse facce fino ad ora in sella. Sistemate le scrivanie dirigenziali, serviranno subito a ruota un general manager ed un allenatore da cui ripartire, per poi pensare davvero a ricostruire una squadra che a meno di colpi di scena sarà iscritta alla serie A2.

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