Nel clima di totale incertezza sulla ripresa della stagione a settembre, ieri è arrivato il grido d’allarme di Basket e Pallavolo, riunite nel “Comitato 4.0” che da tempo sta cercando di ottenere risposte concrete dal Governo su vari temi, dal credito d’imposta alla riapertura dei palazzetti, al protocollo da seguire. C’è un intero mondo di sport che non può sostenere le spese per tamponi ogni quattro giorni né fare a meno degli incassi dal botteghino.
Senza un protocollo anticovid più leggero e senza il pubblico nei palazzetti è difficile se non impossibile ripartire: vuol dire mettere fine allo sport italiano.

Umberto Gandini, presidente Legabasket: A ogni sport serve una pianificazione certa e la possibilità di fare le proprie attività primarie, oltre a giocare, anche vendere sponsorizzazioni, biglietti e abbonamenti. Ci dicano quali sono le regole per riportare il pubblico nei palazzetti.. Gandini si aspetta novità a giorni dopo l’incontro col ministro Spadafora, che però ieri ha bruscamente frenato.

Mauro Fabris, n.l della Lega Pallavolo Femminile, ha fatto fa l’esempio di Conegliano, campione d’Italia e del mondo. Ha 120 sponsor ma ridurranno il contributo senza i tifosi al palazzetto. Senza pubblico la nostra Serie A non arriva a Natale. È vitale: senza tifosi non ci sono sponsorizzazioni, su cui speriamo sia recepita la defiscalizzazione di cui abbiamo parlato col ministro dell’Economia Gualtieri.

Pietro Basciano, presidente LNP: Se si può andare al cinema, a teatro, in aereo con la mascherina, perché non in un’arena con spazi ampi?

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