Massimo risultato col minimo sforzo per la Virtus, a cui è bastato il secondo tempo (e nemmeno tutto) per battere il Maccabi Rishon con un rotondo 96-77. Dopo Venezia c’è stato un calo di tensione, anche prevedibile, ma per vincere comodamente è bastato stringere le viti dietro, e da lì è stato tutto in discesa. Cinque giocatori in doppia cifra, e protagonisti sempre diversi: è questa la grande forza della Virtus in questo inizio di stagione. Ieri, oltre al riscatto di Gaines dopo un paio di partite difficili, bisogna citare le ottime prove di Ricci e Pajola, oltre che il “sempreverde” Markovic, che ha spaccato la partita nel terzo quarto con tre triple. Controllo dei rimbalzi, 25 assist, e se è vero che si poteva “rispettare il gioco” un po’ di più, come ha detto Djordjevic, a conti fatti va benissimo così. Poi 24 minuti per Teodosic, e primi passi in campo per Delia. .
L’unica cosa che si può notare è che senza Weems – si spera di recuperarlo per domenica – il suo cambio naturale come ala piccola, ovvero Stefan Nikolic, ha giocato poco più di un minuto nel garbage time. L’ex Udine è ancora in recupero dopo l’operazione, come ha spiegato il coach alla fine. La stagione è lunga e ci sarà spazio per tutti, ma la società è ancora sul mercato su un giocatore in quel ruolo, e questo qualcosa vorrà dire.

Per il resto, la Segafredo è ancora imbattuta in partite ufficiali, ed è in testa alla classifica del girone A di Eurocup assieme al Monaco. Meglio non si poteva partire, e bisogna “solo” continuare a lavorare così, a partire dalla prossima partita, domenica a Pesaro.

(foto Virtus Pallacanestro)

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