Partita d’altri tempi, ieri al PalaDozza. Il Darussafaka ha mostrato perchè è la miglior difesa di Eurocup, e a tratti l’ha fatto vedere anche troppo. Difesa dura, sporca, a volte oltre i limiti. Poi grande presenza a rimbalzo (20 offensivi) che ha consentito ai turchi di restare in partita nonostante il pessimo inizio e le brutte percentuali. E anche, a volte, il tentativo di buttarla in bagarre, come si è visto per la doppia espulsione Browne-Markovic, che ha fatto infuriare Sasha Djordjevic.
La Virtus in ogni caso ha fatto una buona partita, e ha portato a casa la vittoria che serviva. Benissimo Gamble, bene Cournooh e Weems, e fondamentale anche Teodosic, che ha capitalizzato dalla lunetta il trattamento “speciale” riservatogli dalla difesa avversaria. Maluccio invece Gaines, apparso in difficoltà anche fisica.

Sicuramente per quanto visto in campo 11 punti di divario sono pochi, anche in vista del ritorno, ma in una serata in cui ci sono state tante palle perse, una pessima percentuale da tre e i già citati rimbalzi offensivi concessi, i bianconeri hanno comunque condotto per 40 minuti, portando a casa una vittoria senza discussioni. In una partita che era già uno spareggio serviva quella, e poi se ne parlerà andando avanti con il girone, che al momento vede il Partizan imbattuto e la Virtus seconda.
Di pubblico ce n’era, ma il PalaDozza non era pieno (3438 il dato ufficiale): non una novità – tra i tifosi bianconeri il campionato ha e ha sempre avuto molto più “appeal” – ma di sicuro un peccato, perchè le partite di questa seconda fase di Eurocup sono di livello decisamente alto.

In sala stampa, poi, coach Djordjevic ha contestato l’espulsione di Markovic (non il primo tecnico per la reazione, ma il secondo per aver lanciato via la palla, giudicato eccessivo) e più in generale il metro arbitrale, spiegando che la società provvederà a inviare un filmato in Eurocup. Inoltre, il coach bianconero non è stato tenero verso i giornalisti, per le voci uscite sulla trattativa per Jaka Blazic (in particolare sulla cifra del buyout) e per il possibile effetto sui alcuni giocatori. E’ il gioco delle parti, come spesso accade in questo mondo: società e allenatore fanno il loro mestiere, così come il mondo della stampa, cartacea e online. Di sicuro c’è che la Segafredo è sul mercato, in cerca di un nome di primo livello da tesserare entro fine mese.

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