In buona sostanza, si può dire che la Virtus non è ancora di questo livello. La partita di ieri l’ha confermato, anche se in proporzioni tali che nessuno si aspettava, come hanno confermato sia coach Sacripanti che l’AD Dalla Salda nel dopopartita.
La squadra si è sciolta alla prima “spallata” avversaria, e questo in particolare non è piaciuto, e bisognerà lavorarci su. Due numeri come esempio, Venezia ha tirato col 58%(!) da tre e alla fine ha collezionato un rotondo 120 di valutazione, segno che la resistenza opposta dalle Vu Nere è stata ben scarsa.
Bisognerà poi anche capire l’entità dell’infortunio di Kelvin Martin, giocatore che finora è sembrato insostituibile, dato che è di gran lunga il miglior difensore della squadra.

Sulla partita non c’è molto altro da dire, se non che Venezia - squadra profondissima e unica rivale credibile di Milano in campionato, non va mai dimenticato - ha messo a nudo in maniera inequivocabile quelli sembrano i due punti deboli della Virtus: i problemi sotto canestro, dove per la seconda volta in fila si è andati pesantemente sotto a rimbalzo (43-30), e stavolta con Qvale presente (sebbene non al meglio) e la mancanza di un’alternativa a Tony Taylor. Con lui fuori per due falli, nel secondo quarto, Cappelletti e (soprattutto) Pajola hanno fatto parecchia fatica, ed è stato proprio in quel momento che la Reyer ha fatto il primo break sostanziale. In particolare il playmaker anconetano è quello che sta soffrendo di più in questo inizio di stagione.

Detto questo, la Virtus chiude il “ciclo terribile” delle prime cinque giornate di campionato con 2 vittorie, 3 sconfitte e il 10° posto in classifica. Ora, fermo restando che la coppa non dà tregua e già mercoledì i bianconeri saranno di scena in Turchia, prima della pausa per la Nazionale il campionato offre due partite casalinghe (Cantù e Torino) e la trasferta di Pesaro. Se si vuole svoltare, il momento per fare il salto di qualità è adesso.

(foto Virtus Pallacanestro)

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