Alla fine, forse, la cosa più cupa della giornata di ieri è stato che la Fortitudo ha perso non perchè abbia fatto una brutta gara, o sia stata confusa, o insomma, ci siamo capiti, abbia agito in modalità Cremona e Brescia. No, ha perso perchè è limitata, povera, e probabilmente oltre un certo limite non può andare. E che vanno bene i problemi di infortuni, ma qui ci sono strutturali mancanze che, a questo punto, non possono non essere drammaticamente esiziali, se non si interverrà. Ieri Trento ha solo aspettato il canonico cadavere sulla riva del fiume, attaccando fin troppo in area (51 tentativi da 2, nel basket attuale è uno sproposito) e sapendo che, prima o poi, il fortino sarebbe caduto. E così è stato.

Ora, però, qualcuno ci dia delle risposte. Perchè al netto degli spifferi, la situazione di Fantinelli sta diventando grottesca, e non serve avere dei pissipissibaobao per notare che settimana scorsa si festeggiava il suo rientro nei 12 in previsione di qualche minuto a Trento, e a Trento il passo è stato indietro. Sia prevenzione, una piccola ricaduta o qualcosa di meno allegro, che si liberi la piazza da fonti ufficiose. E che si agisca sugli esterni, ma con criterio: serve – Fantinelli permettendo – immediatamente un aiuto in regia, e un altro con punti nelle mani. Cercando di capire chi, perchè sono tre anni che chi arriva viene esautorato perchè si pesta i piedi con chi è già presente. Che ‘sti piedi si mettano d’accordo, altrimenti saranno continui ventelli di Aradori, nel nulla assoluto. Uno come Banks, qui, non sarebbe servito?

Quello che pare un problema, senza entrare nel mondo degli haters da tastiera, è che la società pare arroccata in un contesto di autoassoluzioni e illusioni in un futuro per cui basta poco, che ce vo’ ad aggiustare le cose. Eppure, dopo due anni ottimi (dai, si è passati dal caos della A2 ai quasi playoff in A1), da un po’ non se ne sta beccando una: possibile sia solo colpa del destino baro e crudele? Se la borsa non è gonfia si devono azzeccare tutte le mosse, e se a fine novembre ci sono almeno 2-3 posizioni – più Durham già preso – da rivedere, allora l’estate è passata con giudizi, scouting e scelte sbagliate. E questo lo dice la classifica, non giudizi di chi vuole male alla Effe. Il tempo per agire c’è, e come si dice, si proceda.

Più su – Capito che manca un esterno ecco che Benzing ormai gioca a 8 metri dal canestro, ma se la mette ha ragione lui. E Aradori i 20 suoi li fa, anche se è chiaro a tutti che non fanno vittorie, se il resto è deserto. Qualche segnale da Groselle, incolpevole del fatto che, attorno, manchi il talento per far festeggiare il suo gregariato.

Spalle al muro – Gudmundsson sarà esotico e di buona volontà, ma un esterno straniero che non arriva ai 4 di media e che tira con il 22%, forse, lo si trova anche in B, o no? Non è questione del ruolo, play o guardia, ma proprio di limiti, a meno che l’anno scorso a Francoforte (doppia cifra di media) non ci fosse il canonico fratello bravo. Che chi ha 5 stranieri, e 2 vittorie in 9 partite, non può permettersi. E Baldasso, che chissà cosa andrà a fare a Milano, se andrà. A Bologna, finora, assalti ormonali, qualche tripla ignorante, ma difficoltà a fare tre palleggi di fila. Ad ogni modo, anche stavolta i tre saliti dalla panchina (Ashley, Procida e Baldasso) hanno avuto un plus/minus molto, molto deludente.

(foto Ciamillo – Fortitudo)

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