Bicchiere mezzo pieno? Eccome, anche pieno per tre quarti. La Virtus torna da Ancona con due punti in tasca, con la quinta vittoria consecutiva e con un’accresciuta consapevolezza, dato che ha risolto in volata a suo favore una partita che si era fatta parecchio complicata, dopo che gli avversari erano tornati dal -17 al -1.
Certo, si poteva (e si doveva, probabilmente) chiuderla prima e senza patemi: i bianconeri hanno corso rischi evitabili, e perché nell’ultimo quarto hanno subito 27 punti, con grossi problemi difensivi soprattutto negli ultimi 5’, quando Maspero e Loschi hanno riaperto la partita a suon di triple, di cui alcune – soprattutto quella che ha portato i marchigiani dal -5 al -2 nell’ultimo minuto – concesse con troppa facilità. Senza quei 5’, la partita sarebbe stata praticamente perfetta: controllare la furia di un avversario arrabbiato e disperato nel primo tempo, e andare via nel terzo quarto, mettendo tra sé e Recanati un divario (+17) apparentemente incolmabile. Apparentemente, appunto. Ma le grandi squadre vincono anche così, e questa Virtus – ipso facto – si sta rivelando una grande squadra di questo girone e di questo campionato.
Coach Ramagli a fine partita ha parlato di stanchezza, e di condizioni non perfette di alcuni giocatori, su tutti Michelori. In questo la pausa che arriverà tra una settimana aiuterà molto la Virtus che potrà (si spera) riabbracciare Ndoja e rimettere a nuovo tutti gli altri, oppure capire se e come intervenire sul mercato. Prima però ci sono altre due partite da giocare, entrambe in casa, mercoledì 7 contro Trieste e domenica 11 contro Forlì. E bisognerà stringere i denti.

Menzione a parte – infine – merita la prova di un paio di giocatori. In una giornata dove la Virtus in attacco ha faticato più di quanto non dicano gli 87 punti finali, ben 62 punti (il 71% del totale) sono arrivati da tre giocatori. Due di essi sono Lawson e Umeh, come era lecito aspettarsi. Il terzo è Marco Spissu, che ha fatto una prova sontuosa, con 19 punti, 4 triple a segno e tiri liberi pesanti messi a segno nel finale. Dopo i 18 punti di Jesi, un’altra prova che il playmaker sardo si sta sbloccando anche dal punto di vista offensivo. L’altra bella prova è arrivata da Gabriele Spizzichini, che nel giorno del “derby” contro il fratello Stefano ha segnato (9 punti), ha preso rimbalzi (6), ha distribuito assist (4) e ha anche difeso piuttosto bene. Segno che, migliorate le condizioni del polso, anche lui sta tornando a essere quello che era stato l’anno scorso a Scafati, ovvero un giocatore tuttofare e utilissimo alla squadra. Questo per la Virtus è un’ottima notizia.

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