Ok, poteva andare peggio, ma la Fortitudo di scena a Milano non ha fatto la migliore delle prestazioni possibili, anzi. Perchè l’ultraventello ci poteva anche stare, ma chissà se non fosse stato meglio un inesorabile -7 preso ad ogni quarto, che non un -20 dopo pochi minuti che ha reso la gara, almeno per Milano, un facile allenamento, un tiro al bersaglio facile facile. Contro una F che si è fatta asfaltare negli esterni, con Banks e Saunders che non si sono accesi, e che è poi caduta in tutto il resto. Va bene, sarebbe servita una serie di miracoli appaiata ad una Milano vacanziera, non è successo, ora si spera che non ci siano effetti collaterali che sarebbero ben peggiori del doversi leccare le prevedibili ferite meneghine.

In attesa di capire cosa possa dare il quasi tesserato Lugic (onestamente, peggio del recente Withers, 3 punti di media nel girone di ritorno, non pare poter fare), l’impressione è quella di una squadra in balia delle volontà dei suoi dioscuri Banks e Saunders, che quando ne hanno voglia fanno scintille, e che ieri forse chissà, l’hanno battezzata male fin dalla palla a due. E abbiamo già visto, in passato, che le lune nere possono portare a perdere contro chiunque: che questo non avvenga mai più, anche se la prossima, in casa contro Brindisi, non pare lo step più facile per chi deve riscattarsi. Anche se la classifica rimane un calderone dove, comunque, è più facile arrivare ottavi che non ultimi.

(foto Ciamillo – Fortitudo 103)

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