Si doveva vincere e si è vinto, poi si potrà pontificare sul fatto che ci sia stato più il risultato che non la prestazione, almeno dietro, però visto come si stavano mettendo le cose, si porti a casa dalla gara di ieri quella cosa che si chiamano due punti, e come detto subito da Martino, resettare e andare avanti. Nella domenica sera di ieri si era illusi, soprattutto dopo il 31-20 di inizio secondo quarto, di poter avere una partita tranquilla contro una Varese corta e sfiatata: così non è andato, perchè ad un certo punto la Fortitudo ha iniziato a girare in difesa gli uomini per disperazione – della serie proviamo a cambiarci le marcature come viene, perchè non ne teniamo nessuno, magari troviamo il jolly – e pareva che tutto potesse andare a rotoli. Poi i jolly li hanno trovati prima Frazier e poi soprattutto Benzing, lasciando i disastri difensivi in secondo piano e mettendola vinta. Il resto è noia, diceva il Califfo.

Altra giornata di squadra non completa (stavolta è mancato Feldeine, si spera di rivederlo dopodomani), con i soliti limiti di esterni poco avvezzi alle fatiche dietro: Gentile e Beane hanno fatto i loro comodi, però è giusto allora metterla su quella cosa che si chiama fattore campo: poche unità meno di 1500 i presenti al Paladozza, però alla fine si sono fatti sentire eccome, e un po’ delle triple di Benzing sono arrivate sulla scia di una piazza che di restare ultima non ne aveva proprio voglia. Poco altro da dire, se non che l’infrasettimanale arriva per archiviare subito ‘sta gara, quindi altre parole sarebbero inutili. Bene il centello fatto, malissimo i 94 presi, ma è già passato.

Più su – Ci ha messo un po’ Benzing a capire di non dover accontentarsi solo di tirare da 8 metri, ma alla fine ha avuto ragione lui. Poi l’ennesima prova concreta di Groselle, e l’esordio più che positivo di Frazier. Insomma, gli stranieri hanno fatto gli stranieri. E piccola chiosa su Gudmundsson, ieri negativo ma con gomme sgonfiate dal Covid: sarà anche sul piede di partenza (lo è da ottobre), ma a fine gara ha festeggiato come il primo dei tifosi.

Spalle al muro – Tutti maluccio dietro, e la confusione è provata da un episodio costante: in tre a rimbalzo difensivo, senza chiamarsi la palla, e rischio di vederla persa. Poi, come detto, è già ora di voltare pagina.

(Foto Valentino Orsini – Fortitudo Pallacanestro 103)

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