Uno di quei film che si ripetono tante di quelle volte da non fare nemmeno notizia, ma che alla fine se visti dalla parte biancoblu della barricata non stancano mai. Quello della Fortitudo che inizia lentamente, si fa inondare di cesti, poi trova la quadra, blocca il flusso avversari (26 presi nei primi 10′, 25 nei secondi 20′), e senza tanta fatica alla fine chiude la faccenda ricordando come, sarà banale ma è così, al Paladozza si parte sempre da un +10, almeno. Che è poi quello, forse, che spiega perchè in Azzarita le rimonte avvengono e in trasferta no, dato che questo vizietto del partire con l’handicap c’è sempre: Dalmonte ha parlato di emozioni, e in attesa di valutare se magari chiedere a Mogol cosa avesse in testa quando scrisse l’omonima per Battisti, almeno sia chiaro che, almeno, qua la riscossa c’è sempre.

La cosa curiosa è che anche sotto di 13 punti nessuno si è fatto prendere dall’ansia, nè in campo nè attorno, quasi che tutti fossero ben consci di come fosse un copione già scritto e così chiaro da necessitare solo un po’ di pazienza e niente altro. Poi, aggiustate le cose in difesa (e Ravenna che è tornata umana dopo aver messo triple anche in carpiato di tabella), dopo l’intervallo è stata una passeggiata, con parziale di 46-25. Poco altro da dire, anche e soprattutto perchè si rigioca a breve, e quindi questa va già, come giusto che sia, in archivio.

Ed ero contentissimo – Fantinelli ha sfruttato la marcatura di uno alto la metà (e Ravenna non ha mai saputo trovare le contromisure) per fare più o meno i suoi suini comodi: tripla doppia senza nemmeno arrivare a 30′ di gioco, record di rimbalzi impattato (13) e pure un po’ di caos finale con una lente a contatto, altrimenti avrebbe potuto fare ancora di più. Poi l’inizio di Aradori, il finale di Italiano, insomma la sinfonia di una truppa che, in casa, sa sempre dove andare a parare.

Non me lo so spiegare – Forse solo la nuova messe di triple concesse agli avversari: dopo aver decantato nelle prime partite quella che era la migliore difesa sul perimetro, nelle ultime tre uscite si è concesso un 39/92 (42%) che vuol dire intanto che le altre ci hanno provato tanto, e che forse pur al netto delle tabellate qualcosa andrebbe rivisto.

(Foto Mauro Donati)

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