Abbracci tra dirigenti e occhi lucidi per lo scampato pericolo, dopo una partita che se non fosse andata per il verso giusto avrebbe potuto portare ad una nuova settimana di sofferenze, critiche, e chissà quali altri ribaltoni. Poi però è arrivata la vittoria, e non di quelle brutte, sporche e cattive, anzi: Pesaro annichilita, Fortitudo mai in svantaggio e slargo finale che chissà se potrà mai essere utile anche in altre chiavi. E allora, dopo giorni passati a chiederci chi sarà il regista a salvare la patria e a flagellare i costruttori di questo roster, scopriamo che qualcosa funziona, che l’islandese non è venuto qua a promuovere tour dei geyser, e ci accorgiamo quanto fosse mancato uno come Totè: in attesa di capire a chi toglierà il posto il prossimo arrivo (Durham? Lucas? Varie ed eventuali), diciamo che ieri non si è sentita l’assenza di Groselle.

La vittoria del Paladozza, quella di Martino, quella di un gruppo che, onestamente, non ha parentele con quello, giustificatamente in ritardo ma non così tanto, che si faceva bastonare in Supercoppa. Palla che gira meglio, mani che cercano recuperi, anche qualche rientro difensivo (materia che non sempre è nel dna di certi giocatori): corde giuste toccate da Martino, miglioramenti fisici, chissà. Ma intanto, lungi dal pensare che la notte sia finita, almeno ci si è accorti che una qualche abatjour la si può accendere, e che questa settimana, comunque corta dato che si rigioca tra pochi giorni, non sarà un ammassarsi di rumors, di veleni e altro. Certo, figli di risultati pessimi e quindi non autogenerati, ma che ora possono, per un attimo, essere sospesi.

Più su – La freddezza di Benzing, che non si è proprio accorto, all’inizio, di quanto la palla potesse essere pesante: ieri, è stato bello essere Robin. E quella di Gudmundsson, che forse con questa esce dall’angolo degli acquisti misteriosi. Infine Martino: e se la Fortitudo avesse bisogno di un allenatore che deve ancora scriverla, la sua storia, piuttosto che di uno che la sua storia l’ha già scritta e incorniciata?

Spalle al muro – Ne abbiamo messi tanti in queste settimane, per una volta lasciamo vuoto il muro e che ci si goda il sapore della vittoria.

(Foto Valentino Orsini – Fortitudo Pallacanestro103)

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