Difficile che lo abbia fatto davvero, ma se guardando Fortitudo-Brindisi ci fosse stato, da parte di Meo Sacchetti, un sorrisino perfido, ecco, andategli a dare torto. Perchè la Effe di ieri è stata esattamente quella di un tempo, quella che è colpa di Sacchetti che è pronto per i cantieri: non era già da cantieri lui, non era un mago – e mai lo ha pensato, figurarsi – Dalmonte nei momenti di rinascita. No, la verità è purtroppo che questa Fortitudo, al netto dei cambiamenti di roster, è una accozzaglia umorale di gente che se ne ha voglia sa far girare la palla e tornare in difesa, soprattutto tornare in difesa. Quando non si accende la miccia, e vai te a sapere per quale motivo ciò non capiti, ecco che c’è di nuovo da mettersi le mani nei capelli. D’altronde è vero che il calendario non è stato gradevole, ma nelle ultime quattro sono arrivate tre sconfitte, due (per quel che conta) in casa, con 94 punti di media subiti in queste gare perse. Insomma, come se fosse ancora autunno.

D’altronde bis, però un attimo: Brindisi non pareva in grande spolvero, Sassari ha perso a Varese (dove aveva perso anche la stessa Brindisi), e Milano contro Trento, insomma, abbiamo visto come è andata. Allora, dei margini c’erano: non per fare 3 su 3, ma almeno fare qualcosa di diverso. Invece riecco le facce quasi annoiate, i cattivi rientri, e tutto quello che fa imbestialire una tifoseria che sarà anche lontana, ma che non può accettare questa parvenza di poco atteggiamento alla maglia. Se fossimo lì valà che alla terza fischiata si vergognerebbero, dicono i tifosi. I giocatori potrebbero rispondere provate ad avere voi motivazioni extra quando non c’è nessuno a guardare. Ieri il brindisino Visconti, a microfoni spenti, diceva – riportabile, nulla di top secret – quanto fosse surreale giocare in una arena vuota. Ok, ma surreale per surreale, perchè gli altri corrono e i nostri no? Ora Treviso, altro snodo importante per evitare di finire ricacciati negli inferi della bassa classifica, e una nota: si può anche perdere, ma non giocando con l’impressione di essere stati tolti da altre occupazioni.

La Fortitudo è una regola – Ieri si è salvato Hunt, che però ad un certo punto pareva dover lottare dieci contro uno, in area. E Saunders: chi lo accusa di egoismo dovrebbe notare che, intanto, almeno fa canestro con buone percentuali (60% da 2 in stagione). Poi, spesso, è l’unico che taglia in area e per questo, quando viene cercato, bene fa.

Ci stiamo sbagliando ragazzi – Imbarazzante, almeno nei risultati e nel cambiamento del punteggio, l’ingresso in campo del trio Baldasso-Aradori-Totè, con solo quest’ultimo alla fine a dare un po’ meno del minimo storico. Totale differenza di fisico, velocità, eccetera. E il 26-47 a rimbalzo (identico all’andata, quando fu 26-46): ok, loro erano più tutto, ma per l’ennesima volta si è notata la differenza tra chi ha centimetri e chi no. E Withers, ormai, perso nei meandri di difetti strutturali eloquenti: 4+3 le sue medie nelle ultime sei gare. Ma ieri tutto è andato male, con l’aggravante che si sperava di aver superato il momento negativo. Ci eravamo sbagliati?

(foto Fortitudo 103 – Valentino Orsini)

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