Non fosse che dare del gran genio a qualcuno pare più una sbertucciata che un complimento, e non fosse che la canzone in questione è stata battezzata da qualcuno come un inno alla tossicodipenza (vabbè), si potrebbe paragonare l’Antimo Martino di ieri all’amico che aiuta Lucio Battisti a viaggiare, evitando le buche più dure, gentilmente senza fumo con amore. Squadra strigliata nell’intervallo dopo il solito primo tempo formato trasferta, e anche con un piccolo aiuto da una Cantù totalmente acefala ecco la rimonta e la vittoria nel supplementare. Con goduria maggiore vista la rivalità e visto come, in Brianza, avessero legittimamente caricato la sfida contro l’antica nemica come una delle giornate campali della stagione. Chiaro che ieri c’è stato tanto bicchiere mezzo vuoto: panchina azzerata tranne Daniel e una estemporanea – ma utile – canasta di Stipcevic, l’atteggiamento e l’approccio dei primi 20′, l’inesistenza del concetto di tagliafuori per troppo tempo.

Poi, però, anche il bicchiere mezzo pieno: la capacità di rialzarsi dopo le sberle, la consapevolezza che c’era del margine di recupero vista la non trascendenza dei padroni di casa, e anche la voglia di stare sul pezzo dopo che il supplementare si stava per rivolgere più verso la Lombardia che non verso l’Emilia. A questo punto basta tornare indietro di qualche settimana, e ricordare come dopo la sconfitta casalinga con Brescia ci fossero foschi presagi, visto e considerato quello che era il calendario: si poteva rischiare di andare alla sosta sul 4-6, ci si è arrivati sul 6-4, e ora il problema sarà quello di continuare a parlare solo di obiettivo salvezza. Visto il livello di certe avversarie (presunte) dirette, forse con queste 6 vittorie si potrebbe già stare tranquilli, verrebbe da dire. Ma iniziare a pensare che l’ottavo posto, anche solo per la Coppa Italia, non sia poi così chimerico, perchè no? D’altra parte lo dicevano anche a Poggio Bustone (che non è Costa Volpino ma vabbè): questa Fortitudo cosa potrà fare? Certamente non volare ma viaggiare..

Grande grande grande – La classifica è tale che deve essere guardata per godere, e non deve essere guardata per non esagerare: questa squadra ha dimostrato di poter fare tutto e il contrario di tutto, e sta allo staff tecnico riuscire a coglierne solo i petali evitando le spine.

Parole parole parole – Mancinelli e Cinciarini sembrano un po’ con le gomme sgonfie, e quindi la sosta sarà fondamentale per rifiatare. E per far rifiatare una truppa che tra acciacchi e ridefinizioni del roster (memento l’estate di Fantinelli e il fine estate di Sims?) ha ancora tanto da lavorare per cementare la letteraria amalgama.

(Foto Fortitudo Pallacanestro 103)

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