E’ stato un altro anno non facile per la Virtus. La prima stagione del post-Sabatini - caratterizzata da notevoli problemi economici - è stata chiusa al 13° posto, e subito dopo è arrivata la penalizzazione di due punti, evento unico nella storia del club. La Fondazione ha tappato le falle e si è partiti con un bugdet di minima e l’obiettivo salvezza, ma anche con la garanzia che la situazione societaria è stata risanata definitivamente e il futuro sarà in crescita. Staremo a vedere. Intanto la squadra 2014/15 fin qui ha un record di 6 vinte e 7 perse, che parametrato agli obiettivi stagionali e al bugdet va considerato davvero ottimo.

Ecco - mese per mese - il riassunto del 2014 bianconero.

GENNAIO
Gennaio nero per le Vu Nere. Quattro sconfitte consecutive - Pistoia, Cantù, Sassari e soprattutto quella casalinga con Cremona - costano la panchina a Luca Bechi. Il coach livornese chiude la sua parentesi bianconera con 30 partite allenate di cui 10 vinte e 20 perse. Al suo posto arriva Giorgio Valli, che torna nella società dove si è formato dopo tanti anni. Mentre Jordan e Walsh sono infortunati si inizia a parlare di mercato, mentre Claudio Sabatini nega di voler dare le dimissioni da presidente della Fondazione, e di non sapere cosa siano i lodi arrivati in Virtus di cui parla Villalta. Inizia una “battaglia” tra l’ex proprietario e l’attuale presidente, che durerà un po’ di tempo.

FEBBRAIO
Giorgio Valli esordisce con una vittoria contro Siena, gara a basso punteggio e con una grande difesa, e subito dopo viene tesserato Ndudi Ebi, con Jordan finisce fuori rosa. Matteo Imbrò però si lesiona il crociato in allenamento, viene operato subito, e finisce la sua stagione il 7 febbraio. Intanto viene eletto il nuovo presidente di Legabasket: si tratta di Ferdinando Minucci. Renato Villalta, assieme a Claudio Toti di Roma, vota contro e dichiara che i principi della Virtus non sono quelli di Minucci. Il tempo gli darà ampiamente ragione. Si inizia anche a parlare di Virtus al PalaDozza. La società bianconera è uscita dal contratto in essere con la Unipol Arena, per poter essere libera di scegliere a giugno. Emilbanca entra in Fondazione.
A Montegranaro la Virtus perde - con errore finale di Walsh - e rientra nella lotta per non retrocedere. Intanto Claudio Sabatini, due settimane dopo aver negato di volerlo fare, si dimette da presidente della Fondazione Virtus, adducendo come motivo la diversità di vedute con Villalta. Al suo posto torna Francesco Bertolini. Il mese si chiude con una pessima sconfitta a Milano: la squadra non è mai in partita e viene criticata dal presidente.

MARZO
C’è il Danilovic Day. Contro Roma torna “lo Zar”, e il palazzo è pieno in ogni ordine di posti per rendergli omaggio e assistere alla cerimonia del ritiro della maglia numero 5, che Danilovic definisce il più grande onore che un giocatore possa ricevere. In campo però vince Roma. Casper Ware è al capolinea, e al suo posto arriva con un biennale Willie Warren. Arrivano altre due sconfitte in fila, a Venezia (ultima di Ware), e l’incredibile suicidio con Reggio Emilia (prima di Warren), dove la Virtus spreca 10 punti di vantaggio negli ultimi tre minuti. Al momento i bianconeri sono la peggior squadra del campionato, con una sola vittoria nel 2014, e la classifica è terribile. Villalta cerca di tranquillizzare l’ambiente dicendo che l’anno venturo la società sarà solida come il marmo, e che si sta già lavorando al mercato per il 2014/15. Però si sparge la voce che la Virtus non abbia passato un controllo Comtec, e che debba regolarizzare la sua posizione con una ricapitalizzazione di oltre un milione di euro. La società conferma ma si definisce tranquilla, e spiega che il motivo di questo sbilancio è l’essere passati ai contratti depositati in Lega al 100%, senza più utilizzare l’immagine.
La svolta arriva il 20 marzo. Giorgio Valli, non contento per come si allenano i giocatori, li manda tutti a casa e li riconvoca la sera stessa per una sessione punitiva. Qualche giocatore (Walsh, Gaddefors e Hardy) non la prende bene e twitta le sue rimostranze, e così la cosa si viene a sapere. La scossa però funziona, perchè a Brindisi - senza Walsh per influenza - arriva la vittoria che non ti aspetti, con ottima prova del reintegrato Jordan, di Ebi e di Warren. Si tranquillizzano un po’ tutti, e contro Caserta la Virtus “espugna” la Unipol Arena dopo oltre tre mesi di sconfitte.

APRILE
La Virtus espugna anche Avellino, con un Walsh perfetto. Terza vittoria consecutiva, si inizia a parlare nuovamente di playoff e di rinnovo per Giorgio Valli. Intanto però ci sono problemi societari: arrivano i lodi di Steven Smith e Deividas Gailius, circa 100mila dollari che la società deve pagare. Un calcolo stima la quantità di arretrati pagati dalle Vu Nere in circa 400mila euro. Inoltre la Virtus non regolarizza in tempo la propria posizione con la Comtec, ma c’è solo una sanzione economica.
Sembra sempre più probabile il ritorno della Virtus al Paladozza, con dichiarazioni reciproche d’amore tra Villalta e Rizzo Nervo. E’ praticamente certo, dichiara l’assessore.
Si spargono voci sull’addio di Arrigoni e Bottai a fine stagione, ma il presidente smentisce personalmente.
La serie positiva si arresta con Varese, che passa a Bologna al termine di una partita tiratissima. Warren, dopo varie buone partite, sbaglia tutto nel finale. E anche a Pesaro, la settimana dopo, arriva una sconfitta ancora più bruciante. Hardy sul +1 non riesce a sbagliare il secondo tiro libero a 2 secondi dalla fine, e Turner mette la tripla della vittoria pesarese, forse la sintesi di una stagione balorda.
Intanto esplode la polemica tra Claudio Sabatini e Renato Villalta. L’ex patron bianconero dichiara di aver versato a ottobre 2013 un milione di euro a copertura di qualsiasi pregresso, si dichiara creditori della Virtus e ventila la possibilità di querelare Villalta, che non replica.

MAGGIO
Contro Pistoia viene celebrata la squadra che nel 1984 vinse lo scudetto della stella. In campo il campionato si chiude con due sconftte, Pistoia e Cantù: 22 punti totali e 13° posto finale. Hardy si rompe una mano e decide di operarsi a Bologna. Viene arrestato il presidente di Lega Minucci.
A campionato finito si inizia a parlare di futuro, e di una conferenza stampa di Villalta che però tarderà un bel po’. Comincia il lungo silenzio della società, e si fanno mille congetture. Arrigoni va verso la conferma, e anche Valli - anche se si parla anche di Tabak e Crespi - mentre spuntano piccoli intoppi sul trasferimento al PalaDozza, anche se pochi giorni dopo sembra tutto fatto, ancora una volta.
Alle finali under 19 la squadra allenata da Giordano Consolini si ferma in semifinale, e chiude al terzo posto. Intanto Renato Villalta incontra Jordi Bertomeu, parlando di un’eventuale partecipazione della Virtus a qualche coppa europea a partire dal 2015/16.

GIUGNO
E’ un mese di silenzio da parte della società, e le ipotesi si rincorrono. Hardy ha un mano una proposta di rinnovo, ma non risponde e firma poi per i turchi del Trabzonspor. Walsh, che con Valli alla fine ha avuto un’ottimo rapporto, vorrebbe restare. Si parla anche di Valerio Mazzola, e in ogni caso di budget paragonabile a quello della stagione appena conclusa, o almeno così dichiara Bruno Arrigoni, unico della società a parlare.
Intanto Andrea Mingardi non è tenero con la società (Arrigoni usato come specchietto per le allodole), e Villalta propone Veltroni come presidente di Lega, ma viene eletto invece il patron di Brindisi Marino.
La Virtus under 17 di Marco Sanguettoli conquista il titolo di campione d’Italia.
Il giorno 24 giugno - dopo una riunione societaria - si parla di un bugdet definito di 4 milioni lordi. Giorgio Valli firma e viene ufficialmente confermato. A fine mese - a sorpresa - arriva il rinnovo triennale della Virtus con la Unipol Arena, a seguito di un’offerta fortemente ribassata da parte della gestione di Casalecchio, meno della metà rispetto all’anno precedente.
Il Comune di Bologna - per bocca dell’assessore Rizzo Nervo - non la prende ovviamente benissimo.

LUGLIO
Granarolo rinnova come main sponsor, operazione da 300mila euro. Poi però arriva la tempesta, anzi più di una. Prima si scopre che Adam Pecachek, giovane talento classe 1995, non rientra nei piani della società, che è uscita dal contratto, per decisione (pare) dell’AD Piergiorgio Bottai, anche se Arrigoni se ne assumerà ufficialmente la paternità. Pecachek firmerà con Reggio Emilia, ma anche a distanza di mesi la scelta continua a sembrare incomprensibile da qualsiasi parte la si guardi.
Intanto Gaddefors - lamentando mancati pagamenti - si svincola.
Poi inizia la questione Comtec. Si sparge la voce che la commissione di controllo abbia dato parere negativo sulla Virtus, per la questione della ricapitalizzazione da 1.2 milioni. La società comunica che - per garanzia dell’AD Bottai - è tutto regolare. Invece tutto regolare non è. Il problema non riguarda la ricapitalizzazione, che è stata fatta, ma il pagamento di stipendi e versamenti previdenziali per il periodo marzo-aprile. Per la prima volta dal 2003 si attende il Consiglio Federale con trepidazione e paura, e - come nel 2003 - i Forever Boys che si ritrovano davanti all’Arcoveggio. L’organo federale il 18 luglio commina due punti di penalizzazione alle Vu Nere, generando polemiche di ogni tipo e anche paura sul futuro.
La società reagisce e torna a parlare durante una lunghissima conferenza stampa congiunta Villalta-Albertini-Arrigoni. Dell’errore materiale (soldi versati il 27, la scadenza era il 21) viene incolpato l’AD Piergiorgio Bottai per la cattiva interpretazione del regolamento; Albertini fa un lungo resoconto della situazione economica in cui è stata rilevata la società, e conferma che Claudio Sabatini ha messo 850mila euro per ripianare il pregresso. Per il -2 la società annuncia ricorso. Per il resto si partirà col 5+5, bugdet basso (nettamente meno di quanto preventivato un mese prima) e nessun proclama se non l’obiettivo salvezza.
Dopo la conferenza parte ufficialmente il mercato Virtus, e lo fa velocemente: il 26 luglio viene firmato Gilchrist, poi arrivano Portannese, Gaddy, Ray e Okaro White. Intanto la Fondazione si riunisce e annuncia che doterà Virtus Pallacanestro delle risorse necessarie per andare avanti.

AGOSTO
Parte la campagna abbonamenti, mentre la squadra si completa con Mazzola, Cuccarolo e Hazell. Intanto alcuni giocatori vanno in prestito, Landi a Mantova e Gazzotti a Cremona. La squadra si raduna davanti a tanta gente, e c’è anche Matteo Imbrò, che ha recuperato a tempo di record.

SETTEMBRE
Si va in ritiro a Varignana, sopra Castel San Pietro, e ci sono i primi test, sempre con buon seguito di pubblico. Le consuete amichevoli di settembre vanno a fasi alterne, con varie vittorie ma anche qualche brutto rovescio (-46 con Cremona e -30 con Venezia).
Intanto la cordata americana che poi comprerà il Bologna FC si manifesta, e l’AD bianconero Piergiorgio Bottai è sempre al fianco di Joe Tacopina: questo viene notato. A fine mese infatti si dimette l’intero CDA bianconero, e nel rimpasto che ne segue l’unico a essere escluso è lui, che entrerà poi nel CDA del Bologna.
In Virtus Villalta viene confermato presidente e Albertini vicepresidente. Al posto di Bottai entra Sandro Crovetti come nuovo consigliere delegato, e i nuovi soci Mazzieri e Basciano hanno ruoli rispettivamente in CDA e in Fondazione.

OTTOBRE
Dopo il consueto appuntamento col trofeo Porelli, nel quale la Virtus batte Varese, si parte col campionato. La Virtus fa una buona partita a Sassari ma perde, ma vince poi le due fondamentali sfide casalinghe con Capo D’Orlando e Caserta con buone cose di Ray, Fontecchio e White.
Il dato ufficiale di abbonati comunicato è 2550, superiore di circa 300 unità a quello della scorsa stagione. C’è però un altro scossone. Gigi Terrieri lascia la Virtus, per incomprensioni con la dirigenza sul suo ruolo. A quanto si è capito, lo speaker e dirigente virtussino sarebbe stato escluso dalla partecipazione alle trasferte della squadra a favore del team manager Berti. Al posto di Terrieri - che lascia il microfono dopo 44 anni e si definisce “amareggiato e deluso” - viene scelto Federico Fioravanti, ex speaker del Gira Ozzano e da sempre tifoso bianconero. I tifosi non la prendono bene, e i Forever Boys si riferiscono a Terrieri come “portavoce dei nostri valori”.

NOVEMBRE
Doppia trasferta per la Virtus, che perde maluccio a Cantù ma si riscatta a Pistoia, vincendo nel finale grazie a una tripla di Simone Fontecchio e alla successiva stoppata di Okaro White. Viene discusso - e respinto - il ricorso della società per il -2, che quindi resterà fino a fine stagione. Con Venezia - con Hazell ai minimi termini - la Virtus fa una partita magistrale e conduce per 38’, ma crolla nel finale e perde. Arriva anche una sconfitta a Brindisi, ma con Reggio c’è il grande riscatto. Partita perfetta, capolista dominata e vittoria, mentre i Forever Boys festeggiano il loro 35° anniversario.

DICEMBRE
Con Avellino la Virtus bissa il successo con Reggio, e deve ancora una volta ringraziare Simone Fontecchio, autore della tripla decisiva nel finale. Poi arrivano due brutte sconfitte, a Varese e soprattutto in casa con Cremona, con un atteggiamento che non piace a Valli, ed entrambe senza Imbrò, che lamenta un risentimento al ginocchio operato. Nulla di grave, ma le rotazioni accorciate si sentono, anche perchè c’è il caso Portannese: il giocatore - ai margini della rotazione - chiede di essere ceduto, e la società va sul mercato per sostituirlo, ma a oggi ancora non ha trovato nessuno disponibile.
A Pesaro, il giorno di Santo Stefano, la Virtus si guadagna mezza salvezza con una vittoria fondamentale, garantita dalla tripla sulla sirena di Allan Ray. Si fa male alla caviglia Fontecchio, che ne avrà per un po’. L’anno si chiude con la netta sconfitta casalinga con Milano davanti a quasi 8000 persone: a Bologna la voglia di Virtus c’è sempre, ora bisogna alzare l’asticella.

SABATO 3 E DOMENICA 4 OTTOBRE LA 24 ORE DI BASKET DELLA POLISPORTIVA MASI
PESARO - FORTITUDO SUPERCOPPA 2001, PAGELLE E STATISTICHE