E’ stato un anno lungo e molto complesso per la Virtus: il finale di una stagione disastrosa, i problemi economici, il cambio alla guida della società dopo 10 anni di proprietà o gestione Sabatini e una nuova stagione partita sotto la presidenza di Renato Villalta. Ecco – mese per mese – il riassunto del 2013 bianconero.

GENNAIO
E’ un gennaio drammatico per la Virtus. I bianconeri perdono con Brindisi, Cantù, Cremona e Milano – con un pessimo rendimento degli americani, arrivando a sette sconfitte consecutive, cosa che non si vedeva da 42 anni. Si salvano solo Poeta e Gigli. Sabatini continua a ripetere che Finelli e Hasbrouck saranno rinnovati, e che Smith sarà il colpo di mercato. La classifica comincia a farsi pericolosa, ma il patron ha paura di morire, non di retrocedere. Fa scalpore un’intervista televisa di Kenny Hasbrouck che fa capire l’esistenza di un problema stipendi, rispondendo non posso parlarne a domanda specifica.

FEBBRAIO
Il mese si apre con le dichiarazioni del presidente Marchesini che tranquillizza tutti: sui conti siamo sereni. Contro Montegranaro la Virtus torna alla vittoria, anche se con grande fatica. Durante la partita il gruppo Vecchio Stile contesta Claudio Sabatini chiedendo la sua testa: Fondazione ora basta… dimettilo. L’AD non la prende bene. Esce la notizia di “Virtus College”, ovvero la costruzione – nei terreni dell’Arcoveggio – della foresteria per le giovanili da parte di una società composta da vari soci della Fondazione. Costruiamo, ma non è una speculazione, è il commento di Sabatini. E a sorpresa arriva il giovane serbo Danilo Andjusic. Dopo un paio di amichevoli per soste del campionato si perde a Varese, e arriva la tempesta Minard. In poche ore si sparge la voce del trasferimento dell’americano al Besiktas. Sabatini smentisce più volte, anche in diretta televisiva (Minard non è trattabile, ma contemporaneamente i turchi consegnano la lista per l’Eurolega col nome di Minard dentro e il giocatore annuncia la partenza su twitter. E infatti il giorno dopo il giocatore verrà annunciato dal Besiktas. Qui la timeline di una giornata incredibile. Sabatini dirà poi abbiamo accettato una transazione economica: non si va sul mercato, Andjusic entra subito nei 12. Virtus-Avellino viene rinviata per neve, e gli irpini non la prendono bene, parlando di una decisione affrettata, che fa comodo alla Virtus, ma l’ordinanza è del Comune di Casalecchio di Reno. L’ultimo giorno del mese si apprende che le giovanili bianconere, fiore all’occhiello della società, non sono di proprietà della Virtus ma della società ASD Futurvirtus, facente capo a Claudio Sabatini. La cosa genera comprensibilmente parecchie polemiche.

MARZO
Viene presentato il nuovo sponsor, Oknoplast. Subito dopo la Virtus perde a Biella contro l’ultima in classifica, con tanto di infortunio di Poeta. Esordisce Danilo Andjusic, ma la situazione è preoccupante: Claudio Sabatini esonera Alex Finelli e chiama Luca Bechi. Si cerca anche un rinforzo, e si firma Jacob Pullen. Senza di lui la Virtus perde anche contro Caserta. Sabatini dice non temo di retrocedere e alla domanda se l’imbarazzante Smith sia pagato risponde purtroppo sì. Contro Reggio Emilia Pullen fa 22 punti, il rientrante Poeta ne aggiunge 12, e la squadra conquista la salvezza virtuale. I Forever Boys – che avevano scommesso 500 euro sulla squadra – passano all’incasso e tutti tirano un sospiro di sollievo. Si perde poi a Roma e si vince in casa con Avellino. In Virtus arriva una richiesta di nulla osta dalla Turchia per Hasbrouck. La squadra interessata è l’Aliaga Petkim, Sabatini in un primo momento dice se vuole andare via può farlo anche domani, ma poi cambia idea dopo che in un’intervista l’agente del giocatore Funiciello dichiara che è stata chiesta la rescissione del contratto per mancati pagamenti. Sabatini nega, dice che porterà la questione davanti alla FIBA e che alla Virtus si fa come dico io perchè ho il mandato per farlo e che nelle ultime sei partite, che saranno gite enogastronomiche, giocheranno i giovani, Fontecchio, Andjusic e Parzenski. Il mese si chiude con la sconfitta a Pesaro.

APRILE
Hasbrouck saluta tutti su twitter e vola in Turchia, ma non può giocare fino al pronunciamento FIBA. Intanto tiene banco la questione premio italiani. Sabatini vuole vincerlo a tutti i costi, mette Smith fuori rosa e minaccia di farlo anche con Pullen, se non rinnoverà. E dichiara che proporrà alla Fondazione l’autoretrocessione in Legadue, campionato meno costoso. Arrivano critiche un po’ da tutti, dalla casa madre SEF Virtus e persino dal presidente federale Petrucci. I vari soci della Fondazione però – intervistati – confermato la fiducia a Sabatini, che il 7 aprile annuncia le dimissioni dalla carica di AD, ammettendo tra le altre cose che manca un milione di euro per chiudere la stagione.
La partita con Venezia è una mattanza, ma si allunga in maniera decisiva per il premio italiani, con il minutaggio della concorrente Caserta controllato in tempo reale dalla panchina bianconera tramite tablet, e i cambi scanditi in maniera tattica. Alla fine entra in campo anche Gherardo Sabatini, figlio dell’AD, che prende fischi sonori.
I Forever Boys fanno striscione e comunicato per chiedere quale futuro per la nostra Virtus?, mentre il presidente Alberto Marchesini risponde a noi di bolognabasket.it ribadendo la sua totale fiducia in Sabatini e ponendo la sua permanenza come condizione necessaria per restare anche lui presidente. Ormai però il vaso di Pandora è aperto, e le critiche continuano ad arrivare da ogni lato. Renato Villalta, sulla pagina della Gazzetta intitolata l’agonia di un grande club, dichiarerà non condivido nulla. Intanto la Virtus ne prende 20 a Siena, ma vince il premio italiani. Se non altro si vede che Simone Fontecchio è un giocatore di qualità, tanto da avere un’offerta da un college USA. Nel caso la Virtus lo perderebbe gratis, senza poter fare assolutamente nulla per trattenerlo.
La FIBA dà ragione alla Virtus, e non libera Hasbrouck, che viene salutato sul sito bianconero con un Confidential: torna a casa Lassie. Una volta atterrato Sabatini dichiarerà che il suo ritorno è meglio dello scudetto, Lassie è tornato a casa e ora gli prepareremo la cuccia. Poi lo licenzia per inadempienza.
Nonostante l’AD sia dimissionario vengono ufficialmente rinnovati 7 contratti tra cui quello di coach Bechi, i suoi vice e Consolini e Sanguettoli del settore giovanile.
Il 24 aprile, in una conferenza stampa fiume alla Unipol Arena, Claudio Sabatini ufficializza le dimissioni sue e di Alberto Marchesini, riassume i suoi 10 anni di proprietà e amministrazione ed è molto duro con varie persone ed elementi della stampa, tra cui noi di bolognabasket.it. Renato Villalta inizia a uscire come nome possibile per la successione a Sabatini, che però continua a lavorare, e propone il rinnovo a Pullen e Bottai Nel frattempo ci sono le partite contro Sassari e Brindisi, persa una e vinta l’altra, ma sono ininfluenti.

MAGGIO
Il giorno 3 la cena dei fondatori, in luogo segreto – con tanto di depistaggio dei giornalisti – sancisce di accettare le dimissioni di Sabatini, e di offrire la presidenza a Renato Villalta, proprio colui che aveva maggiormente criticato la sua gestione.
Sabatini pranza con Romagnoli, e la cosa desta qualche sospetto. Lui ha un duro battibecco con Daniele Labanti, parlando in tv di attacco mediatco nei miei confronti, e nega di voler comprare la Fortitudo. Intanto nell’ultima giornata la Virtus perde con Cantù, e oltre 200 persone partecipano alla manifestazione “In alto stat Virtus”, chiedendo esplicitamente alla Fondazione di mandare via Sabatini e inneggiando a Villalta. Saranno accontentati. Villalta accetta la presidenza, e si sparge la voce che Piergiorgio Bottai resterà come AD, mentre Massimo Faraoni è in uscita. I Forever Boys annunciano che faranno l’abbonamento “a prescindere”, e raccolgono le caparre.
Il 16 maggio è il giorno della svolta. Si insedia ufficialmente il nuovo CDA, con Villalta presidente e Albertini di IGD come vicepresidente. Sabatini – che decade dopo 10 anni tra proprietà e amministrazione – diventa presidente della Fondazione, ma più che altro sembra una carica onorifica. Tra le varie cose viene annunciato che le giovanili di Futurvirtus rientreranno in Virtus Pallacanestro.
Gigli e Poeta annunciano la volontà di restare, ma il primo nodo è la ricerca di un direttore sportivo. La prima opzione è Bruno Arrigoni.

GIUGNO
La Virtus under 19 di Giordano Consolini vince il titolo italiano, terzo negli ultimi quattro anni. Intanto va a buon fine la trattativa con Bruno Arrigoni, e dopo il primo incontro con Villalta coach Bechi viene confermato. Arrigoni definirà i contratti ereditati (ben 10) un bell’avviamento, ma anche un insieme di paletti.
Iniziano poi a venire fuori crepe del passato: si scopre che Alex Finelli ha fatto un lodo, e poco dopo verranno fuori anche le situazioni di Koponen e Gailius. Villalta dirà che al pregresso deve pensarci Claudio Sabatini o chi per lui.
Intanto dopo un incontro con Villalta Simone Fontecchio decide di rimanere in Virtus e firma per 5 anni, e dichiara all’America non ho mai realmente pensato.
Viene presentata la campagna abbonamenti “Più siamo più saremo forti, e cominciano ad arrivare frecciate verso la passata gestione: dobbiamo tornare a essere una società seria, detto dal vicepresidente Albertini.
Angelo Gigli batte cassa, spiegando che ha arretrati da incassare, e Villalta continua a dire che del pregresso – anche per Poeta – deve occuparsene chi c’era prima.
A Gigli comunque viene proposto un contratto biennale con ritocco verso il basso dell’ingaggio, mentre si decide che Poeta non farà parte della squadra, e sulle pagine dei giornali c’è qualche screzio tra Villalta e l’agente dell’ex capitano.

LUGLIO
Si sparge la voce che lo sponsor bianconero sarà Granarolo, nel trentennale dello scudetto della stella. Intanto Arrigoni e Bechi vanno alla Summer League a caccia di giocatori. Gigli rifiuta la proposta della Virtus e la società esce dal contratto in essere, anche se tenta di trattare ancora alle proprie condizioni. Ma quando nella trattativa si inserirà Milano, non ci sarà più nulla da fare. Si esce anche dal contratto di Rocca.
Intanto Claudio Sabatini, in un comunicato, annuncia di aver querelato Daniele Labanti per alcune affermazioni su twitter.
La prima fase della campagna abbonamenti si chiude con 1084 tessere rinnovate. Villalta è soddisfatto per il +15% rispetto alla stessa fase dell’anno scorso. E rivela che gli abbonamenti veri per il 2012/13 erano 1709, contro i 3099 dichiarati.
Poi decolla il mercato. Vengono annunciati i primi acquisti: Dwight Hardy, Shawn King e Brock Motum.
Poeta intanto ricorda pubblicamente di avere un contratto valido per altri due anni e di stare benissimo a Bologna, volendo anche in tribuna. Intanto la Fondazione cresce, i soci passano da 14 a 19.

AGOSTO
Viene ufficializzato il main sponsor Granarolo. Matt Walsh, dopo una trattativa complessa che pareva essersi arenata, ricontatta la Virtus e firma un biennale. Due giovani Virtus vanno alla Fortitudo: De Ruvo in prestito, Gherardo Sabatini – che era free agent – a titolo definitivo. Il dato abbonati si ferma a 1312, prima della riapertura di settembre.
Intanto inizia una trattativa eterna con Casper Ware, che avrà mille colpi di scena. Il giocatore, che aveva firmato un accordo con Venezia, tiene in sospeso la società per molto tempo, ma alla fine si trova l’accordo su tutto e arriva la firma. Intanto ci sono le cessioni (a titolo definitivo) di Moraschini a Roma, Tommasini a Caserta e Parzenski allo Slask Wroclaw. Si cerca Bajramovic e a un certo punto pare fatta, ma poi il serbo decide di restare in Turchia. E allora arriva in prova per un mese Petrovic.
Il giorno 26 c’è il raduno, rallegrato dall’Happy Hour dei Forever Boys. L’obiettivo di tutti, società e coach, è quello di arrivare ai playoff e alle Final Eight di Coppa Italia, per poi crescere con un progetto triennale.

SETTEMBRE
La Virtus tratta un lungo esperto come Marconato, ma non se ne farà niente. Andjusic e Poeta, sotto contratto con le Vu Nere, giocano gli Europei: il serbo se la caverà bene.
Ci sono problemi con Aristide Landi, col quale non si trova l’accordo per la firma del contratto da professionista. Roma si interessa e Landi chiede di essere ceduto, ma Villalta stoppa sul nascere ogni operazione. Il giocatore resterà anche senza contratto, da giovane di serie. E tale è la sua situazione ad oggi, dopo che la società ha riscattato il 50% della sua proprietà in mano a Siena.
La squadra gioca alcune amichevoli, andando a fasi alterne: male con Venezia, bene col CSKA, nel torneo di Pesaro in cui tre tifosi virtussini sono aggrediti da un gruppo di pesaresi. Poi sconfitte col Barcellona e Montegranaro, e vittoria con Avellino.
Serve un ultimo innesto sotto canestro, e arriva il giamaicano Jerome Jordan. Intanto viene scelto il capitano: Matteo Imbrò.
Intanto arrivano alcuni acquisti anche per il settore giovanile: Roberto Vercellino e Stefan Nikolic. Villalta dice che con Poeta e Andjusic bisogna trovare una situazione condivisa, e dopo gli Europei iniziano le trattative con l’ex capitano, che non si allena con la prima squadra ma individualmente.

OTTOBRE
Il giorno 2 la Virtus si presenta al suo pubblico e celebra l’avvocato Porelli nell’amichevole con Cantù, persa maluccio. Alla Unipol Arena tornano gli stendardi dei trofei e le maglie ritirate.
Torna in auge la questione pregresso, perchè diventa esecutivo un lodo dell’agente Sbezzi per circa 30mila euro. La Virtus paga e Villalta spiega che la società non farà accordi, chi vanta crediti dovrà usare gli strumenti federali e la società, in caso di sconfitta, pagherà sempre il dovuto in massima trasparenza. Stessa cosa succederà col lodo Koponen, che diventa esecutivo poco dopo. La Virtus è condannata a pagare 80mila euro e ottempera all’obbligo.
Inoltre il presidente Virtus inizia la sua battaglia contro i contratti di immagine, questione che riprenderà spesso.
Intanto Claudio Sabatini si fa vedere alle partite della Fortitudo, dove gioca suo figlio, in casa e in trasferta, mentre la sua azienda di famiglia ha problemi, vengono annunciati licenziamenti e i lavoratori protestano.
La Virtus esordisce in campionato battendo Sassari, vince a Cremona ai supplementari dopo aver rimontato dal -21, e finisce il mese perdendo (male) a Siena.
Arrivano nuovi sponsor e partner per la Virtus, tra cui Alcisa. Viene presentato il nuovo sito www.virtus.it, e Danilo Andjusic viene ceduto in prestito al Valladolid. Viene anche completato l’iter burocratico per la Foresteria Virtus, che quindi ufficialmente si farà. Il mese si chiude con una rissa tra genitori al derby under 19, dovuta a vecchie ruggini.

NOVEMBRE
Viene annunciata l’iniziativa “uomini che hanno fatto la storia della Virtus”, con la premiazione di un ex storico a ogni partita casalinga. Si inizia con Roberto Brunamonti, poi seguiranno Bucci, Binelli, Canna/Rimondini, Messina e Bonamico. Il giorno 3 arriva una rotonda vittoria contro Montegranaro, prima di una serie di tre. Davanti a 7230 persone – compreso Romano Prodi – la Virtus stende anche Milano, e poi espugna Roma con una gran rimonta nell’ultimo quarto. Walsh – che avvia le pratiche per il passaporto italiano – è sempre più il leader di questa squadra.
Il dato ufficiale degli abbonati bianconeri è 2183: la società si definisce soddisfatta.
Intanto vengono fuori ulteriori dettagli sul passato: Renato Villalta dice di aver ereditato una situazione disastrosa e di aver avuto paura di non iscrivermi al campionato, mentre il vicepresidente Albertini spiega che nella questione Virtus College (Foresteria) Sabatini è stato liquidato, e non fa più parte della società. L’ex patron – che il giorno di Virtus-Milano dopo una breve apparizione alla Unipol Arena è andato a vedere suo figlio giocare con la Fortitudo – appare sempre più fuori dai giochi.
Il momento magico – con complimenti da tutti e addirittura un video della Legabasklet intitolato “è tornata la grande Virtus Bologna” viene rovinato dall’amato ex Zare Markovski, che all’esordio sulla panchina di Venezia espugna la Unipol Arena dominando nel secondo tempo. Si inizia a parlare di mercato, ma Renato Villalta nega. Intanto la lunga e complessa trattativa con Peppe Poeta arriva alla conclusione. L’ex capitano firma la rescissione incassando 150mila euro più tutto il pregresso. Il mese si chiude con una brutta sconfitta a Reggio Emilia.

DICEMBRE
E’ un mese difficile per la Virtus. Si parte con una bella e convincente vittoria contro la capolista Brindisi, dopo però – complici anche gli infortuni dei giovani (prima Imbrò, poi Fontecchio e Landi) – arrivano tre perse di fila: a Caserta, con Avellino e a Varese. In particolare preoccupa l’approccio in trasferta, dove le Vu Nere iniziano sempre male e hanno seri problemi difensivi. E cominciano i consueti processi rivolti a questo o quel giocatore: in particolare sono sulla graticola Ware, Motum e Gaddefors, che appare involuto dopo un gran inizio.
La situazione Final Eight – primo obiettivo societario – si complica, e si parla ancora di mercato, ma Renato Villalta ancora una volta stoppa ogni voce e spiega che Bechi gode della piena fiducia della società, e che sul mercato si farà il punto dopo la fine del girone di andata, non prima.
C’è la cena di Natale della Fondazione Virtus, in cui spicca l’assenza di Claudio Sabatini. In questa occasione Villalta illustra ai soci il lavoro svolto e spiega che l’85% del budget per la stagione è già coperto. Nuovi soci dovrebbero essere in arrivo nel 2014.
Salta fuori un ulteriore lodo FIBA dell’agenzia Courtside, e la Virtus viene condannata a pagare 22mila dollari più spese legali.
Il nome dell’AD Piergiorgio Bottai compare in un’intercettazione telefonica col faccendiere Francesco Bazzani, nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse. Lui si difende dicendo l’ho conosciuto a Bologna, andava a cena al ristorante Braseria, nulla più.
Il 2013 si chiude col ritorno al successo della Virtus, che batte Pesaro in una partita non bella né spettacolare, ma quantomeno vincente. Segni di vita da Ware, i bianconeri sono ottavi e tornano in corsa per la Final Eight.

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