Gennaio – Le adenoidi del figlio di Boykins sono l’evento del Capodanno: il giocatore dopo la fuga torna pentito, ma a Siena arriva un (preventivabile, forse) -26 di inizio 2009. Altri viaggi intercontinentali suoi e di Blizzard, mentre Lauwers saluta e ci si qualifica per il turno successivo di Eurochallenge. Il campionato vede sempre la squadra tra le prime, ma per una buona ne arrivano due negative: disastro a Treviso e male a Biella, Arnold viene salutato e Blizzard reintegrato, arriva Terry da Soresina.

Febbraio – Buone prove casalinghe con Milano e Pesaro e buoni risultati in coppa. Si arriva quindi alla Final Eight di Casalecchio con fiducia, ma dopo le vittorie con Roma e Teramo c’è la terza beffa consecutiva: un fallo non fischiato su Vukcevic fa tuonare la FuturShow Station, e Sabatini si morde la lingua: “Questa è l’ultima che organizzo, il mio medico me ne sconsiglia altre”. Altre polemiche vengono da Avellino: Sabatini teme il clima ostile contro Boniciolli, ex di turno, e decide di non mandarlo in trasferta, poi cambia idea e la squadra vince comunque di uno.

Marzo – Disastro a Rieti, ma contro Kiev arriva la qualificazione ai playoff di Eurochallenge. Bonn viene battuta ed ecco le Final Four, con Sabatini a pensar di organizzarle. Nel frattempo si batte Cantù e soprattutto Roma: Boniciolli saltella, il secondo posto sembra vicinissimo. E arriva anche la vittoria nel derby, tra i tifosi che sbertucciano gli “americani” di Sacrati e Vukcevic che infilza la Fortitudo.

Aprile – Alla fine le finali di Eurochallenge si faranno a Bologna, ma prima di arrivarci scoppia il caso Caterpillar: altro furto subito contro Siena, e Sabatini sbotta contro gli arbitri. “Sono stanco di passare per coglione”, quello che urla alla triade, e la novità è che la FIP pubblica il tutto, a prova di un rapporto con il patron bianconero non idilliaco. Qualcosa si rompe: si perde a Ferrara e a Teramo, e il secondo posto in classifica diventa complicato. Ci si consola vincendo l’Eurochallenge, riportando a Bologna un trofeo europeo dopo otto anni: sarà la terza coppa continentale per importanza, ma è anche la prima vittoria per Sabatini.

Maggio – Si finisce la regular season tra le sconfitte: no a Montegranaro, ma soprattutto no in casa con Treviso, finendo al quinto posto e rendendo così ardua la lotta per le semifinali e, quindi, per la licenza triennale di Eurolega. Colpa, così pare, dell’euforia alla notizia della retrocessione Fortitudo, che fa perdere concentrazione alla squadra nell’ultima di campionato, ma anche di uno scellerato fallo di Boykins su Bulleri. I playoff vengono preparati in un ambiente ormai in ferie, con Sabatini e Boniciolli divorziandi e disillusi. Così si esce contro Treviso, buttando la stagione a mare. Ma ci credevano in pochi, e il numero di abbonamenti per i playoff non soddisfano Sabatini, che se la lega al dito: subito via Boniciolli (“Matto come un cavallo, ma nemmeno io sono un ragioniere”) e il capitano, Giovannoni.

Giugno – Arriva Lardo, va via Langford, ma soprattutto sembra che vada via Sabatini: la società è in vendita, e qualcuno pare rispondere. “Non sembrano dei Tacopina, ma prima di essere sicuro voglio vedere i soldi”, dice il patron, che però non svela chi sia l’interlocutore. La cosa viene ripetuta pochi giorni dopo: “Non è una tacopinata”. Però, il passaggio non sembra così facile e immediato: tutto sembra saltare, poi l’annuncio. “Stefano Tonelli sarà l’acquirente della Virtus”, dice Sabatini, svelando che dietro c’è anche Luca Bergamini, di Riviera Solare. Tutto fatto? No: mentre si rinuncia alla Uleb Cup, la trattativa torna in altro mare.

Luglio – Mentre inizia a formarsi la squadra (arriva Collins), continuano i battibecchi: Sabatini presenta la campagna abbonamenti con lo slogan “Contiamoci” e dando ad intendere un ridimensionamento, ma si continua a parlare di cessione. Tanto che la campagna abbonamenti viene interrotta, e stavolta l’addio di Sabatini sembra certo, anche a causa di una lettera di 57 tifosi che chiedono il passaggio di consegne. Anzi no: ripensamento e tutto come prima, mentre tra lui e Tonelli-Bergamini volano accuse di ogni genere. Intanto, gli abbonati sono 2312, pochini.

Agosto – Sabatini dà una occhiata (non ricambiata) al Bologna Calcio, ma intanto costruisce la squadra: arriva Maggioli, viene preso in prestito da Siena Moss e si conclude con Hurd e Sanikidze. In extremis c’è poi la riconferma di Koponen e Blizzard, mentre le ultime curve di mercato portano a Fajardo. Roster pronto, tutti a Cortina.

Settembre – Virtus in lutto per la scomparsa di Gigi Porelli: “il più grande”, dice Sabatini. In precampionato c’è la tegola dell’infortunio di Collins, forse inizialmente sottovalutato: doppia frattura alla mano destra, se ne riparlerà a Natale. Dopo qualche titubanza arriva Penn, mentre (tra qualche polemica del giocatore) Ford finisce in Russia. A differenza di quanto detto in estate, riapre la campagna abbonamenti, sulla scia – pare – di una lettera di incoraggiamento da parte di un tifoso.

Ottobre – Prevista, arriva la mattanza in Supercoppa contro Siena, ma si fa meno peggio di altre. Il campionato poi comincia vincendo in casa con Montegranaro, sconfitta a Biella e vittoria con Napoli. Intanto, alla Lega non piace la dicitura “Virtus Forza Bologna”. “Che me lo trovino loro, lo sponsor”, lamenta Sabatini.

Novembre – Una bene e una no: si vince a Teramo e si perde in casa con Milano, si vince a Varese e con Avellino ma si rompe Blizzard. Viene reintegrato Righetti, ma non vedrà praticamente mai il campo. Di Bella e Michelori, da bravi ex, bocciano la Virtus vincendo alla FuturShow Station.

Dicembre – Sabatini grida il suo no alle Final Eight, che vengono (per ora) dirottate ad Avellino; esce il libro “Virtus 80”, mentre il campo continua ad essere di alti e bassi: bene a Ferrara e male a Cantù, mentre un nuovo lutto colpisce la Virtus e il basket italiano, con la morte di Paolo Barlera. Treviso intanto vince nel giorno dell’esordio di Collins, e per correre ai ripari si preleva Prato da Imola. L’anno si chiude con l’arrivo dello sponsor, Canadian Solar.

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