Vari tavoli, quelli su cui si sta lavorando, per decidere il futuro della Fortitudo. Dalla proprietà alla dirigenza, dall’allenatore alla squadra. Una piramide che ad oggi non ha certezze ma solo voci e ricostruzioni più o meno di parte. Per quel che riguarda la proprietà, mentre il pissipissibaobao cittadino narra di possibili interessamenti da parte di gruppi d’oltreoceano con intermediari locali, la ricostruzione di Damiano Montanari per Stadio vede un consolidamento del Consorzio con garanzie presentate all’Agenzia delle Entrate e un piano di ristrutturazione del debito parametrato alla A2 con giustificato ottimismo sull’esito positivo. Di certo, ci fossero alternative credibili, e la volontà di cedere, si potrebbe anche soprassedere alla dead line del 31 maggio.

Da questo poi dipenderà la dirigenza. Gli unici nomi usciti in queste settimane parlano di collaboratori più o meno esterni, come Pierluigi Zagni al marketing e Simone Lusini tra gli addetti al mercato: legato il primo a Christian Pavani come amicizia e da parentela indiretta a Ferdinando Minucci, il secondo già operatore per Siena e per il sanmarinese Luciano Capicchioni. Da rivedere le attuali figure: Pavani dimissionario ma attualmente ancora dentro, e di riflesso il resto della truppa.

Successivamente, lo snodo allenatore. Contatti con Simone Pianigiani ce ne sarebbero stati, anche se per forza di cose si tratta solo di telefonate, se vogliamo chiamarle così, di cortesia. All’ex Ct della Nazionale servirebbero progetti solidi sia dal punto di vista tecnico che economico, e per forza di cose il nome pare arduo da raggiungere vista la classica differenza tra domanda e offerta. Tra gli altri usciti e in alcuni casi già bruciati, forse il solo Galbiati da Cremona è tra quelli non del tutto fantasiosi.

Infine, ci sarà da fare la squadra, magari partendo dal capire cosa fare degli attuali presenti che sono svincolati, a meno di scritture private che, come già visto l’anno scorso con Procida, sono superabili. Si valuta la posizione e la volontà di Aradori (meno vicina di qualche settimana fa), così come quella di Fantinelli e quella di Stefano Mancinelli. Che, dopo un finale di stagione rocambolesco (ne ha parlato di recente, di come sia stato messo fuori rosa per ragioni tecniche, e non per infortunio), ancora non ha deciso cosa fare del proprio futuro. Con la consapevolezza dell’anagrafe ma anche la voglia di non chiudere la carriera in questo modo.

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