Tra le tante esperienze vissute da Dan Gay, quella della primavera del 2007 non sarà stata forse la più trionfale, ma sicuramente la più surreale. Tornato in Fortitudo più come sparring partner in allenamento che non come giocatore da rotazione (e infatti avrebbe chiuso la stagione con 17 minuti totali giocati), come raccontato Dan si trovò ad essere il bersaglio delle critiche di Ataman, che a chi ne chiedeva conto delle sconfitte rispondeva “Ho un centro di 46 anni, cosa pretendete che faccia?”, non prima di dire che, comunque, puntava allo scudetto.

Bene. Ad un certo punto Dan venne messo fuori squadra e poi addirittura fuori rosa, in una compagnia dove ormai si poteva costruire un quintetto con le riserve, per poi però essere clamorosamente scongelato e addirittura promosso di ruolo quando Ataman venne silurato. A chiudere la disastrata stagione 2006-07, infatti, venne messa sulla panchina Fortitudo la strana coppia formata da Dan Gay, appunto, e il precedentemente assistente Massimiliano Oldoini. Con l’obiettivo dichiarato di salvare la licenza di Eurolega, e sarebbe bastato il nono posto, l’ormai scalcinata Climamio non solo non salvò un bel niente, ma con un record di 2-8 rischiò già la retrocessione, salvandosi solo grazie ad una vittoria in casa della rimaneggiata Teramo (salvezza… Teramo… ne riparleremo, mi sa).

Forse qualche colpa ce la poteva anche aver avuta, la coppia Oldoini-Gay, ma se per salvare quella stagione non erano bastati né l’Altissimo né Allah, insomma… ci siamo capiti. Con un play come Edney che avrebbe perso palloni decisivi anche giocando contro la rappresentativa dei giornalai, e con un sostituto come Moochie Norris che, benchè a lungo provinato, aveva dimostrato una condizione fisica che non sarebbe stata presentabile nemmeno nella già citata rappresentativa dei giornalai: mesto finale di stagione, temendo di aver toccato il peggio.

Però, un pregio ce lo avevano, Oldoini e Gay. Dovendo parlare in coppia nelle conferenze stampa del post-partita, alla fine i virgolettati da raccogliere erano due: non che fossero affabulatori come Boniciolli o fanfaroni come qualche predecessore, però era tutto grasso che colava per chi magari si sentiva dire dalla redazione “Fai 40 righe di spogliatoi”, e aveva così riempito l’articolo senza bisogno di andare ad inseguire banali dichiarazioni di altri. Piccola soddisfazione, per chi dopo certe partite di quella Fortitudo aveva solo voglia di tornare a casa e depurarsi. Intanto, Danilo ebbe l’onore – se vogliamo – di essere stato uno dei primi uomini ad ottenere la fiducia da parte di Sacrati.

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