Guido Rosselli è stato ospite ieri sera della trasmissione “Black and White” su Radio Bologna Uno.
Ecco una sintesi delle sue parole

Con la pausa per i campionati europei dei ragazzi abbiamo fatto tre settimane di lavoro diverso, poi loro hanno giocato 6 partite in 7 giorni e appena tornati hanno subito giocato a Roseto. Roseto partita non facile, una squadra di alta classifica e un campo difficile. Ci abbiamo messo tre quarti per scrollarci di dosso un po’ di ruggine. Il derby è il derby, sapevamo che era una partita con coefficiente emotivo elevato e siamo stati bravi a non perderci quando la Fortitudo era andata avanti di 6 e anche nel supplementare. A Piacenza, dopo altri soli tre giorni, eravamo un po’ stanchi, e con anche un po’ di fortuna l’abbiamo portata a casa grazie a Mike e a quel tiro da tre, poi al supplementare è stata tutta un’altra partita. Con Imola abbiamo fatto una settimana di allenamenti preparando la partita bene. Andiamo avanti così, dobbiamo continuare ad allenarci per riprendere il ritmo, perchè quando fai 3-4 settimane in cui ti alleni così così vuoi per le assenze, vuoi per il calendario spezzettato non è mai facile, e non lo accusi nel breve ma dopo. Adesso è il momento in cui dobbiamo rimettere un po’ di benzina nelle gambe.

Le undici vittorie in fila aiutano ad allenarsi meglio? Vincere aiuta sempre, perchè lavori con più serenità. Ma anche le due partite perse in fila con Ravenna e Ferrara sono state un gran bello scossone, servono anche le sconfitte. Magari serviva anche una sconfitta a Piacenza, bene che non sia arrivata ma abbiamo visto cose che dobbiamo migliorare sicuramente.

Mi sento la prima risorsa di questa squadra? Noi siamo un gruppo che sta cercando di volta in volta di trovare un attore principale diverso, e tutti si stanno calando alla perfezione in questo meccanismo, dai ragazzi più giovani a Marco Spissu, che all’inizio segnava di meno e ora lo fa con più continuità. Io non mi sento imprescindibile, so che i miei compagni mi possono sostituire benissimo. Questo ti aiuta a giocare con più serenità, perché sai i tuoi compagni ci sono sempre. I paragoni? Io sono Guido Rosselli e so cosa posso dare alla squadra, a volte viene meglio a volte meno, ma sono sempre sereno perchè so che posso contare sui miei compagni.

Cos’è stato il derby per me? Una bella emozione. Dal campo non abbiamo visto benissimo la presentazione e la coreografia, tanti amici mi hanno detto che è stata spettacolare. Però è stato uno spettacolo, ed è stato bello vincerlo in quella maniera lì, in rimonta. Io son cresciuto coi derby di Eurolega, le varie risse le ho viste tutte. Queste partite sono la storia della pallacanestro. Certo, in A2, ma dato che mancava da tempo non si è vista particolarmente la differenza. Credo che sia stato uno spettacolo per Bologna e per tutta la pallacanestro.

Il confronto con Mancinelli? E’ stato il primo a sapere quando sono venuto alla Virtus, credo ancora prima di mia moglie. Abbiamo mantenuto la promessa di non vederci nelle due settimane prima del derby, l’avevamo fatta ai tifosi. Siamo stati a debiti distanza, ora dovremo fare anche una cena causa mercato del fantacalcio. Ci conosciamo da quando avevamo 16 anni, poi abbiamo fatto due insieme a Torino con quella promozione lì…

I progressi di Oxilia in posizione di numero 4? E’ il suo primo campionato senior, è migliorato tanto in queste 16 partite, sta facendo un gran lavoro. Noi dovremo spingerlo e aiutarlo perchè abbia sempre più minutaggio, perchè quando arrivano i playoff giochi ogni due giorni. Quando arriveremo in quel momento della stagione dovremo essere pronti tutti e 9 o 10 a giocare, che sia un minuto o o 15 o 30. I nostri ragazzi dovranno essere l’arma in più.

Vedere tanti tifosi avversari al derby? E’ stato uno stimolo. Già a Rieti ho visto la rivalità forte con Montegranaro, anche se non è paragonabile. Ma avere i tifosi ospiti rende ancora più bella l’atmosfera di una partita.

Ho vinto tre coppe Italia di A2? Ancora non ne abbiamo parlato, guardiamo sempre una partita alla volta e abbiamo fatto così anche per il derby. Ne abbiamo parlato solo quando sono venuti fuori gli accoppiamenti. Io so che giochiamo con Agrigento ma non so altro, non so nemmeno con chi potremmo giocare dopo.

Come ho sempre detto fin da quando sono piccolo, posso fare 2 e vincere e sono contento, ma se invece faccio 20 e perdo mi girano i coglioni.

La squadra che mi ha più impressionato fin qui? Treviso, anche se ha perso da noi credo sia quella che ha mostrato più continuità fino ad ora. E la Fortitudo, se finiscono le sfige, speriamo di no, al completo con gli innesti che faranno sono davvero una buona squadra, da Mancio a Ruzzier, a Candi e Montano. Arrivare in fondo, col fattore derby, sarebbe la squadra peggiore da incontrare, anche perchè forse hanno una caratura tecnica superiore rispetto a Treviso.

Come ci si sente a giocare in Virtus? Sento la maglia, perchè è davvero storica, non finiremo mai di ripeterlo, avere una stella sulla maglia vuol dire che giochi in una squadra che ha fatto la storia della pallacanestro italiana.
Sentirsi favoriti o la prima della classe? No, anzi sai che proprio per la maglia e per la classifica che hai adesso – e non ce l’hai solo per la maglia ma perchè abbiamo fatto un buon lavoro – sono tutti pronti a cercare di farti lo sgambetto, dopo 11 vittorie di fila. Dobbiamo guardare una partita alla volta,a quegli avversari lì.

Giocare in Virtus è un onore e una responsabilità? E’ così, basta pensare che i primi 20 giorni all’Arcoveggio anche solo vedere Giordano Consolini che allenava i ragazzi mi ha fatto venire voglia di fermarmi e guardare mezz’ora del suo allenamento.

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