Doveva essere la gara della raggiunta maturità, per la Fortitudo. Udine invece si rivela chissà se una occasione mancata (vista la sconfitta casalinga di Ravenna) per fare un passo in più in classifica, con tanto di alibi per l’assenza di Legion, o piuttosto l’ennesima dimostrazione che non si può mai essere certi di quello che questa squadra potrà dare. Ancora sotto effetto post orgasmo derbystico, vai te a capire cosa. Ma Bologna proprio non gioca più di tanto, chiudendo quindi la regular season al quinto posto e, quindi, tornerà a giocare nei playoff contro Agrigento, come era stato un anno fa, nel primo turno.

Maglia del derby promossa anche a Cividale, e inizio tra squadre non propriamente con la scimitarra in mano: Bologna se la sfanga dando palla sempre e comunque a Knox, poi quando girano le rotazioni e Udine si aggiusta in area gli approdi si fanno più complicati e il punteggio vira verso nord ovest, con primo quarto che arride ai bianconeri 21-18.

La Fortitudo continua a giocare sulla moquette, con poco orientamento al grugnire e digrignare i denti, così Traini ha facile spazio per infilarne 10 di fila e lanciare udine 33-20. Boniciolli non trova grinta se non da Campogrande, ha attacchi approssimativi e difese senza gomiti, e serve un ciuf di Knox allo scadere per limare dal -15 di massimo spread al 42-29 Udine del 20’.

Nulla cambia dopo l’intervallo, faticando il minimo indispensabile e non trovando punti di riferimento né davanti né dietro. Udine gioca al gatto col topo, scodella il ventello (57-36) e spreca liberi con un Ferrari al cui confronto l’antico Vitaly Nosov vincerebbe facile. C’è un attimo di lucidità offensiva per fare 8-0 e tornare a -12, Traini di nuovo dall’altra parte e 65-50 al 30’.

Ci potrebbe essere la speranza per un ultimo quarto migliore, magari annusando che in Romagna Ravenna si è data alla mazurka, ma dopo altre due triple e il -9 di minimo scarto dopo l’intervallo la Fortitudo torna ad essere zucca e non carrozza, beccando troppo da Okoye, e con una tripla presa da Pinton che, direbbe una avversaria della compagna di Mancinelli, fa talmente male. Arriva un tecnico a Boniciolli per brontolii eccessivi contro l’osservatore dei fischietti, qualche segnale di vita da Montano, ma Udine rimane troppo lontana per cercare di riavvicinarla. Fine regular, da domani sarà tutta un’altra storia.

(Foto di Fabio Pozzati)

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