Il Consiglio dei Ministri, nella sedura di ieri, ha approvato la riforma dello sport a due giorni dalla scadenza del 28 febbraio. Tale riforma, tra le altre cose, prevede l’abolizione del vincolo sportivo – cosa che aveva sollevato parecchie perplessità nei mesi scorsi – e l’introduzione della figura del “lavoratore sportivo”. In ogni caso, se ne parlerà dopo il primo luglio 2022, data in cui la legge attualmente in vigore (la famosa 91/1981) sarà abrogata. Resta fuori da ogni riforma il CONI, che conserva la sua autonomia, come recentemente stabilito dal precedente governo come ultimo atto, decisione che ha evitato all’Italia le sanzioni da parte del CIO e il dover andare ai giochi di Tokyo senza bandiera.

RIFORMA DELLO SPORT
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi, ha approvato, in esame definitivo, cinque decreti legislativi di riforma dell’ordinamento sportivo, in attuazione degli articoli 5, 6, 7, 8 e 9 della legge delega 8 agosto 2019, n. 86, in materia di lavoro sportivo, di semplificazioni e sicurezza in materia di sport. Il decreto legislativo relativo al riordino e alla riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici nonché di lavoro sportivo è stato approvato anche su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando.

In particolare, il decreto relativo agli enti sportivi professionistici e dilettantistici e al lavoro sportivo dispone, in attuazione dell’articolo 5 della legge delega, una revisione organica della figura del “lavoratore sportivo”: per la prima volta, si introducono tutele lavoristiche e previdenziali sia nel settore dilettantistico sia nel settore professionistico. Inoltre, il testo prevede l’abolizione del vincolo sportivo, inteso come limitazione alla libertà contrattuale dell’atleta, anche nel settore dilettantistico. Il decreto stabilisce che le norme introdotte dalla disciplina in materia di lavoro sportivo si applicano a decorrere dal 1° luglio 2022.

Con un successivo provvedimento del Consiglio dei Ministri sarà disposto, infine, il differimento dell’applicazione degli ulteriori decreti, relativi ad agenti sportivi, norme di sicurezza per gli impianti sportivi, semplificazione burocratica, contrasto alla violenza di genere e sicurezza degli sport invernali.

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