Giordano Consolini – che da capo allenatore ha ottenuto la promozione dalla serie A2 sia con la Pallacanestro Reggiana (nel 1997) che con la Virtus (nel 2005).

Il Resto del Carlino l’ha intervistato. Ecco le parole dell’attuale tecnico della Virtus under 15: Queste due società hanno intrapreso un percorso lodevole, andando controcorrente rispetto a quella che è la tendenza comune, purtroppo anche in serie A, di disinvestire sul settore giovanile.

Scelta coraggiosa o decisione intelligente? Sarebbe facile per me dire che è la scelta giusta, mi limito a ridire che è lodevole. Le società di vertice dovrebbero essere tutte sensibili al tema di far crescere il maggior numero di giocatori, anche se le regole attuali consentono di non investire sul settore giovanile.

In passato era più facile lanciare i giovani? E’ difficile fare paragoni perchè i tempi sono cambiati e le regole erano molto diverse. Quando sono arrivato alla Reggiana, la società era in A2 e lottava per salire in A1. In squadre che non erano di prima fascia è un po’ più semplice inserire e dare spazio a un giovane. Allora uscirono ragazzi del calibro di Gianluca Basile, Alessandro Davolio e Roberto Casoli. A parità di livello, oggi questo spazio non c’è, ecco perchè il settore giovanile non è più una necessità. In questo Virtus e Reggio Emilia sono state e sono un esempio, investono indipendentemente da quello che è l’obiettivo della prima squadra.

A volte si ha l’impressione che le giovanili siano un’entità a se stante costruita per vincere qualche titolo nazionale? Il vivaio ha come compito principale quello di far crescere giocatori che siano di interesse alla prima squadra e di educare i giovani che le famiglie ci affidano per la loro formazione umana prima e sportiva poi. Il resto viene dopo, anzi direi molto dopo.

Tra quelli che ho allenato c’è un giocatore che mi ha sorpreso per la sua carriera? Più di uno e se dovessi fare un elenco sicuramente dimenticherei qualcuno, per cui preferisco non fare nomi. Quando si parla di ragazzi bisogna tenere presente che c’è chi matura prima e chi dopo, e non solo dal punto di vista fisico. Ormai mi sono abituato a non fare tante previsioni, cercando di migliorare il più possibile ogni elemento dei gruppi con cui lavoro.

Cosa ha portato a emergere gli ultimi bolognesi che sono in serie A, Baldi Rossi, Gazzotti e Vitali? Questa domanda andrebbe rivolta a loro. So che a volte non sono un allenatore facile da sopportare, ma penso che la loro passione li abbia spinti ad andare avanti, arrivando dove volevano arrivare.

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