Gianluca Muratori – presidente di Bologna 1932 e anche di Fortitudo Pallacanestro Bologna 103, dopo le recenti dimissioni di Massimo Mota – ha parlato al Resto del Carlino, e ha così commentato la “questione Cuomo”: Abbiamo inviato una nota al signor Cuomo due giorni fa. Esiste una delibera del 28 novembre 2014, quindi non “ad personam”, che pone una serie di condizioni e di vincoli di procedura inderogabili e non rispettate dal proponente, peraltro solo in parte dipendenti da Bologna 1932, dato che prevedono che la SG Fortitudo esprima il gradimento sull’eventuale acquirente. Non vi sono trattative in corso, non le ho mai aperte con nessuno ed essendo scaduti i termini il club non è in vendita.
La voce secondo cui ci sarebbe un passivo di 800mila euro? La Fortitudo non ha problemi economici e vive con serenità gli impegni che ha intrapreso. Sto facendo il presidente, mettendoci la faccia, finchè il tempo mi consentirà di avere ottimi collaboratori e il mio mestiere mi darà la possibilità di potermici dedicare.

Per quel che riguarda la Casa Madre – infine – ottenere il suo gradimento è quindi necessario dal punto di vista etico, come stabilito nella delibera citata da Muratori. La cosa ha però anche una conseguenza pratica.
Dal 1° dicembre SG Fortitudo tornerà infatti in pieno possesso del marchio – alla scadenza naturale del contratto decennale con SOGEMA (Sacrati) – e dovrà decidere se concederne l’utilizzo commerciale (merchandising) a Fortitudo Pallacanestro Bologna 103, che al momento può usare la Effe Scudata sulle canotte della squadra ma non vendere alcun prodotto griffato con il marchio.

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