Alessandro Gentile, intervistato dal Corriere di Bologna e da Stadio, ha confermato quello che era nell’aria da qualche tempo, ovvero che con ogni probabilità la sua strada e quella della Virtus si separeranno. Ecco un estratto delle sue parole.

La mancata qualificazione ai playoff. Certo che fa male, abbiamo perso tante occasioni, possiamo recriminare solo con noi stessi e purtroppo bisogna accettare il verdetto del campo.
Come si spiega il primo tempo di Reggio Emilia? Abbiamo perso tante occasioni quest’anno, possiamo recriminare solo con noi stessi. Poi chi deve sapere le cose successe all’interno della squadra, penso le sappia. Ognuno si deve fare un esame di coscienza quando le cose vanno male e io sono abituato a farlo sempre, a prendermi le responsabilità. Penso di aver dato sempre tutto, con i miei limiti, con i miei errori e con i miei difetti, quindi esco comunque a testa alta.
Ringraziamenti? Al presidente Bucci, una grande persona che mi è stata molto vicino, a coach Ramagli e al preparatore Carlo Voltolini, anche loro mi sono stati molto vicini. I fisioterapisti, il dottore, lo staff, e gli assistenti, in modo particolare voglio citare Daniele Cavicchi e augurargli di riprendersi presto. Il lavoro di quelli dietro le quinte è stato importante. Tanta gente mi ha voluto bene, so di essere un personaggio che divide, non si può piacere a tutti. Ma è stata una bella esperienza.
E’ un addio? Non sono parole d’addio, ma in questo momento scade il mio contratto. Il giocatore fa il giocatore, la società farà le sue scelte, fino adesso non ho ricevuto nessun segnale e quindi in questo momento non posso considerarmi un giocatore della Virtus. Non è la mia volontà o altro, ma solo un dato di fatto.

(foto Giulia Pesino)

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