Ottava partita di playoff e ottava vittoria casalinga, con i quarti che sono tutti 2-0 e Virtus a svolgere il suo compito senza brillare: Treviso parte bene, poi basta metterla su maggiore pressione difensiva e maggiore atletismo, e tutto pare lucchettabile con relativa tranquillità. Poi però la chimica si perde, qualche giocatore non riesce a farsi trovare pronto con puntualità e si lascia rientrare la truppa di Menetti. E allora, dal +15, la partita diventa un punto a punto decisa da episodi: sono playoff, è 2-0, pecunia non olet, basta così.

Non è roba da consigliare agli esteti quello che si vede alla Segafredo Arena nei primi minuti, anzi, nemmeno agli amanti del trash: squadre che tirano al primo passaggio solo dall’arco, coccodrilli in area e Virtus che non approfitta di 7 pietre di fila da 3 scagliate da Treviso. In attacco sono solo perse se non ferri, e nemmeno al ribaltar delle panchine le cose migliorano. Così, quando Treviso quasi per caso infila un 3×2, di punto in bianco diventa 13-6 esterno. Serve un antisportivo su Teodosic a svegliare la truppa, con successivo recupero e appoggio di Pajola: si pareggia, ma ci di dimentica di Lockett solo in area, e al 10’ è 18-16 per i veneti.

C’è ancora un po’ di navigazione parallela, poi basta mettere un po’ di fisicità in più in difesa e la Virtus manda l’attacco ospite nel più classico dei vicoli ciechi. E così, aggiustata dietro, la rumba migliora anche davanti: 10-0 e 35-26 al 17’. Dominando a rimbalzo e gestendo bene gli esterni altrui, è 41-33 Virtus al 20’.

Si mantiene il pilota automatico, facendo 10 prima e 15 di vantaggio poi girando bene la palla e trovando Ricci e Hunter alla bisogna. 58-43, ma Treviso non sale sul pullman, anzi: Russell si sveglia, Mekowulu stoppa avvicinamenti troppo timidi dei giocatori bianconeri, ed è 2-11 di break. Urge una zampata del 44 per fermare il momento, 63-54 al 30’.

L’inerzia rimane in zona Treviso, con Mekowulu e Russell che tambureggiano davanti ad una Virtus non immediatamente reattiva. Imbrò tocca il pareggio a quota 73 a 4’ dalla fine, poi cicca il sorpasso. Deve sparigliarla Belinelli con una tripla, e con un successivo rimbalzo non trattenuto da Treviso che regala secondi succosi ad una Virtus affaticata. Teodosic lucra due liberi laddove mai avrebbe potuto rendersi altrimenti utile, ma è Imbrò che di tre dalla lunetta per il pareggio ne cicca uno costringendo Treviso, poi, a dover fermare il gioco e mandare stavolta Belinelli a tentare la sorte nei tiri liberi. L’ex NBA fa il suo, poi la magata vincente esce da un altrimenti sonnolento Markovic: recupero dopo rimessa ospite e va bene lo stesso, anche se forse alla fine a decidere è stato più lo spreco di Treviso che non il prodotto di una Virtus non del tutto capace di concretizzare il proprio prodotto.

(Foto Virtus Pallacanestro)

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