Il Presidente di Legabasket Umberto Gandini ha parlato in video conferenza dopo l’Assemblea straordinaria tenutasi questa mattina.

“Con l’obiettivo di ripristinare il numero pari per la prossima stagione, avevamo revocato la decisione passata ed abbiamo istituito un nuovo format di campionato a 18 squadre, con il 18esimo posto assegnato ad una società di A2 seguendo criteri oggettivi. Torino a differenza di altre società di Serie A2 aveva la necessità di cambiare struttura proprietaria. Pistoia ha ufficializzato la richiesta di riposizionamento in Serie A2, Pesaro invece è riuscita a ‘gettare il cuore oltre l’ostacolo’. Il 15 giugno 2020 ci siamo trovati con 16 squadre aventi diritto di giocare in Serie A. A quel punto ci siamo adoperati per andare a trovare la 18esima squadra, considerando Torino come 17esima. Ho chiamato Verona che dapprima ha dimostrato freddezza, poi ha valutato l’opportunità chiedendo di estendere il termine per la decisione. Purtroppo Verona non è riuscita a centrare gli obiettivi in tempo. Ho continuato a seguire il ranking, valutando nell’ordine Napoli, Ravenna, Forlì e Trapani. Arrivati a Trapani ho pensato di riconvocare le società. Oggi l’Assemblea ha deciso per un campionato a 16 squadre, la Supercoppa a 16 squadre con 4 gironi da 4 squadre. È garantita a Torino la possibilità di essere inserita successivamente in caso di ulteriori aggiornamenti. Una decisione presa all’unanimità, unica assente la Virtus Bologna per motivi logistici. In questa sede si parla di un passaggio dal dilettantismo dell’A2 al professionismo della Serie A, che ha una serie di regole non solo per quanto riguarda la Federazione ma anche a livello statale: questo passaggio, in questo momento particolare, è il punto principale che ci porta a fare una riflessione su quanto sia sottovalutato quanto sia epocale il passaggio dal dilettantismo al professionismo. Io dal 9 marzo non ho vissuto confusione o caos ma ho trovato un ambiente che ha condiviso problemi collettivi.”

Perchè la LBA non ha aspettato di avere garanzie dalle squadre prima di decretare un campionato a 18? “Noi abbiamo fatto un ranking, avevamo davanti due situazioni delicate di Pistoia e Pesaro. Torino ha questo “peccato originale” di avere una proprietà condivisa con Sassari, quindi a maggior ragione c’era bisogno di più tempo per Torino e il percorso è iniziato ed ha avuto la sua fine. Non ci aspettavamo che così tante società tenessero a farci sapere di non essere interessate ad essere in Serie A. Prioritario era e rimane il fatto di avere un campionato pari: quello che sta succedendo oggi è tutto previsto dalle norme, anche le norme federali. Cremona e Virtus Roma stanno esercitando un diritto, facendo il possibile da parte loro per rimanere in Serie A. Qualora una delle due non ce la facesse, Torino verrà in Serie A. Siamo consapevoli che non è un gioco legato al titolo sportivo il passare dal dilettantismo al professionismo: questo ci aiuterà a ragionare su un aumento di norme per questo passaggio, per salvaguardare i sacrifici delle 16 squadre che ad oggi sono in Serie A.”

Se una tra Cremona e Roma non ce la dovesse fare e Torino non riuscisse a cambiare proprietà in tempo? “Le interlocuzioni con le proprietà di Roma e Cremona sono costanti e le risposto sono che loro stanno facendo passi per mettersi in sicurezza. Oggi entrambe hanno il desiderio di partecipare alla Serie A ma nessuna delle due può prevedere. Il momento non è dei migliori, la famiglia Toti ha chiesto una mano, a Cremona è richiesto un intervento più massiccio. Siamo costretti ad essere realisti e abbiamo preso una decisione. Noi avevamo presentato un planning a 18 squadre, ovviamente adesso le cose cambiano, a partire dalla disputa della Supercoppa. Abbiamo una finestra delle Nazionali a novembre che non sappiamo quando sarà, abbiamo periodi della stagione in cui alcune squadre saranno impegnate per le Coppe Europee. Avremo tempo di capire la situazione migliore per il nostro campionato.”

Se Cremona e Roma non ce la dovessero fare, campionato a 14? “Ne parleremo in Assemblea il 4 agosto. Oggi non abbiamo affrontato questo tema perché non è reale.”

C’è molta confusione? “Evidentemente avendola vissuta dall’interno ho una visione diversa, eravamo tutti perfettamente coscienti di tutto quello che stava succedendo. C’è grandissima responsabilità da parte di Sardara per quello che ha fatto: capisco che si erano create delle aspettative, ma non a causa di una mancanza di dialogo. Io ritengo di aver fatto tutto quanto era corretto fare per la LBA. Volevo ricordare che prima del mio arrivo, la presidenza Bianchi aveva già deliberato di tornare a giocare il campionato a numero pari. Ci auguriamo che la bontà delle scelte prese in questo periodo venga dimostrata dallo svolgimento del campionato. L’unanimità che le squadre ci stanno dimostrando è sintomo di come stiamo lavorando.”

“Per la Supercoppa i 4 gironi verranno divisi su base territoriale, assisteremo a tanti derby. La sede? Stiamo ragionando su varie ipotesi per la F4, direi che Bologna è una delle (non tantissime) candidate.”

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