Il presidente di Lega Umberto Gandini ha parlato oggi in una conferenza stampa in streaming aperta a pochi media. Ne riportiamo qualche battuta come riportata da Sportando.

“Lavoriamo affinché si possa un giorno riprendere a giocare questa stagione. Non c’è nessun tentativo di anticipare la situazione o le decisioni del Governo. Dall’inizio, grazie ad una decisione lungimirante condivisa con il presidente della FIP Gianni Petrucci, abbiamo deciso di sospendere il campionato.
Ribadiamo che la nostra data ultima è il 30 giugno, entro cui finire la stagione. E dunque sappiamo che dobbiamo rinunciare ad alcune condizioni.
Noi lavoriamo in un ambiente che ha notevoli ricavi da botteghino e sponsorizzazioni. È lapalissiano l’impatto negativo delle porte chiuse. Ci sono due fronti in Lega: una parte che dice che non possiamo permetterci di giocare a porche chiuse, sarebbe un’ulteriore sconfitta; dall’altra c’è chi dice che, con le sicurezze del caso, se l’obiettivo è portare a termine la stagione dobbiamo farlo anche a porte chiuse. Al momento una decisione non è stata presa e non può essere presa a cuor leggero. La cosa più saggia sarà valutare i pro e i contro e adeguarsi.
Non abbiamo ancora deciso cosa sarà di questa stagione. Ognuno ha un’opinione, anche perchè abbiamo diversi numeri di partite per ogni squadra. L’unica convinzione è che se dobbiamo ragionare su un punto di vista sportivo, il momento zero resta il girone d’andata. Cosa farne, non lo sappiamo ancora, ma non possiamo pensare di ragionare su una classifica con gare giocate differenti. C’è chi ne ha 24, e chi 19
I roster incompleti? Le società hanno fatto delle scelte, i giocatori hanno fatto delle scelte. Nel caso dei giocatori, evidentemente si sono create delle situazioni per cui i contratti avranno una risoluzione con strumenti per farlo. Dall’altra ci sono società che hanno scelto di risolvere i contratti o dare libertà di movimento, anche a causa di indicazioni dei singoli paesi. I roster oggi non sono quelli del 7 marzo, e non lo saranno neanche nell’eventuale ripartenza. Noi stiamo valutando.
È ovvio che, chi si è preso il rischio d’impresa di risolvere i contratti, se ne assume anche le conseguenze. Difficilmente potremmo pensare di concedere sostituzioni davanti a scelte in tal senso”

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