L’ex Luca Gandini è stato sentito da Damiano Montanari per Stadio. Un estratto dell’intervista.

“Sicuramente i due anni a Bologna sono quelli che ricordo di più per quello che ho dato e che mi è stato dato. Mi farà molto piacere rivedere Mancinelli, Rizzardi, il fisioterapista Luca Turone e l’assistente Comuzzo.
Sassari e Fortitudo sono due squadre che per come sono state allestite possono vincere ovunque e con chiunque. La prima che riuscirà a imporre la propria pallacanestro si aggiudicherà la partita. La Effe ha cambiato molto durante l’estate, tesserando anche giocatori non facili da inserire come Banks e Happ. E’ ancora in cerca della sua identità.
Pozzecco? A Bologna tutti avevano in mente le sue espulsioni e il carattere focoso, ma già allora mi aveva stupito per come preparava le partite: ai giocatori trasmetteva idee chiare, in modo che avessimo poche cose da fare e potessimo farle bene. Qui a Sassari è uguale, con la differenza che ora è un po’ più sereno senza la pressione della piazza bolognese. Io sono arrivato qui consapevole di essere il nono e il decimo giocatore di una rotazione. Il Poz sapeva che sono uno che non crea problemi. Stavo valutando anche una situazione da protagonista in A2, ma poi lui mi ha chiamato e spiegato la sua idea di basket, come avrebbe organizzato la settimana, e ho deciso.
Ho esordito in serie A nella scorsa stagione a 34 anni. Qualcuno scherzando mi ha detto che a questo passo a 45 anni debutterò in NBA…”

(Foto di Fabio Pozzati)

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