Il doppio ex Giacomo Galanda è stato sentito dal Carlino. Un estratto dell’intervista.

“Fortitudo e Varese sono due squadre nelle quali mi rivedo e che hanno caratterizzato la mia carriera e i miei primi successi. Vittorie fondamentali anche per i due club: a Masnago ho vinto il mio primo scudetto, che coincideva anche con il decimo di Varese, la stella per quel club. In Fortitudo c’ero nel 2000 a Treviso contro la Benetton. Il tricolore, la prima volta della Fortitudo. E la prima volta non si scorda mai. Sono stato in due realtà speciali.
Il dopoderby? E’ una partita speciale che può cambiare gli animi. Ti accende e ti dà entusiasmo se vinci. Ti spegne invece se lo perdi.
Come risalire? Non credo al singolo. Né che sia già in squadra né tantomeno al jolly pescato sul mercato. Da queste situazioni, la flessione di rendimento di cui dicevo, si esce tutti insieme, con la forza del gruppo. Io non mi agiterei più del dovuto. La Fortitudo ha sbagliato la partita con Pesaro e questo lo sanno anche i giocatori. Però già con Venezia, nonostante due assenze pesanti quali quelle di Stipcevic e Daniel, ho visto una bella reazione. Un gruppo che ci ha provato fino alla fine contro una squadra che, non dimentichiamolo, è campione d’Italia.
Avanti con tranquillità, senza lasciarsi prendere dal nervosismo e dall’agitazione. La Fortitudo, lo ripeto, è una neopromossa. Fin qui, tranne qualche eccezione, ha dimostrato di essere un bel gruppo. Passata la naturale flessione legata alla stanchezza, riprenderà a correre “

(foto Valentino Orsini)

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