Giacomo Galanda è stato sentito da Damiano Montanari per Stadio. Un estratto dell’intervista.

“Una casa deve avere sia le fondamenta, sia il tetto e non si può iniziare da quest’ultimo. Prima di tutto bisognerà capire che fisionomia avrà la nuova società, quindi andranno definiti l’obiettivo e, di conseguenza, l’allenatore. Questi sono passi imprescindibili. L’aspetto essenziale è non pensare ai “cugini” della Virtus, che si stanno giocando lo scudetto e che l’anno prossimo disputeranno l’Eurolega. In questo momento lasciamoli perdere. Se il derby tornerà tra qualche anno, ci penseremo. L’obiettivo della Effe deve essere costruire una nuova identità, partendo dal rafforzamento del settore giovanile.
Martino? Io non sono un dirigente della Fortitudo e non è corretto fare valutazioni sugli obiettivi del club. Posso però esprimere la mia opinione. Credo che Martino abbia provato, ma non sia riuscito. Forse ora, se si deve ripartire, è giusto cambiare un po’ tutto.
Sacchetti? Tutti conoscono le qualità e la capacità di Meo di dare il suo imprinting. Meo è Meo e lo vogliamo così. Onestamente quando ho saputo che la Effe lo aveva scelto, ho pensato che fosse l’allenatore perfetto, ma ho preso una cantonata. D’altra parte ci sono situazioni che non girano, fa parte del gioco e gli allenatori lo sanno. In Nazionale Sacchetti ha fatto benissimo, ottenendo grandi risultati. Credo che il presidente Petrucci abbiamo scommesso forte allontanandolo e puntando su Pozzecco. Di sicuro, al momento è riuscito ad attirare la massima attenzione mediatica sulla squadra azzurra in vista dell’Europeo”

(foto Valentino Orsini)

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