L’ex Fortitudo Corrado Fumagalli è stato sentito da Damiano Montanari per Stadio. Un estratto dell’intervista.

“Mi presentarono nella sede in via San Felice assieme a Max Aldi, ma molti tifosi mi avevano già visto in giro perché dal secondo giorno passeggiavo per Bologna. Decisi di togliermi subito un vezzo. Devi sapere che mi è sempre piaciuto il giallo e che allora non si potevano avere le scarpe colorate come adesso. Così, dopo avere scoperto la presenza dietro la Questura di un negozio che realizzava scarpe su misura, portai il mio paio di Nike per farmele pitturare. Ne fui molto orgoglioso. Andavo all’allenamento in scooter o a piedi sotto i portici, tenendo sempre in mano le mie scarpe gialle. Tutti mi chiedevano dove le avessi trovate. Nessuno immaginava che le avevo fatte pitturare…
Eravamo in trasferta e, come al solito quell’anno, condividevo la camera con Andrea Dallamora. Sapevo che durante la notte si svegliava per andare in bagno,
così una volta, senza farmi sentire da lui, aspettai che ci entrasse e mi accovacciai fuori dalla porta a gattoni per tendergli un agguato. Appena uscì, gli afferrai la caviglia e lo feci cadere per terra. Credo che con quell’urlo abbia svegliato tutto l’albergo.
Scariolo? Era uno serio, impassibile. Però una volta a Bormio, mentre eravamo in ritiro, io e Vincenzo decidemmo di colpire anche lui. Come al solito noi eravamo compagni di stanza e quella del coach era proprio accanto alla nostra. Fu semplice controllare i suoi spostamenti e fargli un bel gavettone una volta che uscì dalla camera. Peccato che poi, per il resto del ritiro, decisero di separare me e Vincenzo.
Abele Ferrarini? Una sera io ed Esposito trovammo un gatto nero stecchito per strada. Prendemmo una scatola e lo mettemmo dentro, poi tornammo in albergo e, dopo avere chiesto un passpartout, entrammo nella stanza di Abele e gli infilammo il gatto morto sotto le coperte… Ricordo ancora la sua reazione…
Dan Gay? Eravamo tutti insieme, io, lui e Vincenzo. Volevamo fare i botti, lui ne aveva portato solo uno piccolino, mentre Esposito ne aveva una scatola piena. Approfittando di un momento di distrazione di Gay, Vincenzo buttò l’intera scatola di petardi sotto la macchina di Dan e insieme scappammo. Presto arrivò la polizia e, trovando solo Gay accanto, gli fece il verbale!
Io non sono più nel mondo del basket. Ho giocato fino alla scorsa stagione, a 53 anni, nelle categorie amatoriali. Oggi sono fuori dal basket e aiuto la mia fidanzata Annalisa con la sua attività e condividendo la sua passione per i cavalli. Vincenzo è diventato un grande allenatore, ancora ci sentiamo e, quando posso, vado a vederlo. Ma la mente torna spesso agli anni incredibili che abbiamo vissuto in Fortitudo. Se avessimo vinto lo scudetto, chissà cosa sarebbe potuto succedere..”

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