Gregor Fucka, coach dell’under 16 Fortitudo, è stato intervistato da Luca Aquino sulla Gazzetta dello Sport.
Un estratto delle sue parole.

L’obiettivo è produrre giocatori per la prima squadra. Il processo è lungo perché dopo il fallimento si è ripartiti da zero. Servono tempo e pazienza, investimenti e scelte giuste. Il mio gruppo è nuovo. Abbiamo alcuni ragazzi interessanti che vanno seguiti, ma è ancora presto per capire quali potranno essere le loro potenzialità future: da qui bisogna partire.

Oggi la principale lacuna della Nazionale è sotto canestro. Bisogna lavorarci tanto e crederci. La pallacanestro è cambiata, si chiede più velocità, tecnica e atletismo, ma ad alto livello è difficile giocare senza gente alta e fisica, come dimostra il Mondiale. Spesso, nei settori giovanili, si tende a isolare un po’ i lunghi perché la loro maturazione tecnica è più lenta, invece serve più pazienza per portarli al top. I giocatori sopra i due metri in Italia ci sono, gli va data la possibilità di giocare per formarsi un’esperienza anche commettendo errori.

In estate, bronzo europeo con la Nazionale under 16. Un grande risultato, i ragazzi sono stati bravissimi a conquistarsi il pass per il Mondiale di categoria del prossimo anno.

La Fortitudo “senior”? Per la salute del movimento è fondamentale che Bologna abbia le due squadre in Serie A. La Fortitudo è costruita bene e sono sicuro farà un buon campionato, con giocatori esperti e di talento, confermando chi aveva fatto bene in A-2 nel segno della continuità.

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