Servirebbe forse un po’ di equilibrio in più, nel commentare una squadra che ha sì perso la prima di campionato e nemmeno tanto bene, ma che non può già portare a bocciature definitive o malinconie pensando a come si stava bene prima. Certo, Roma ha dato brutte sensazioni su tante cose – e Sacchetti non le ha mandate a dire – ma più che buttare già il pannolino con dentro il bambino, sarebbe da valutare come pulire il pannolino salvando, appunto, il neonato.

Mentre là fuori si cerca di capire chi e come entrerà nella di certo non casalinga arena di Casalecchio (dispersiva, gigantesca, non percepita come “casa” dopo 20 anni di musei Virtus, curve Rivers e Wilkins, colori bianconeri e caterpillar), dentro si cerca di capire quale sia la situazione di Banks, uscito acciaccato da domenica scorsa e in forte dubbio. Intoppo, anche per proseguire il percorso di unificazione tra lui e il resto della squadra e viceversa. E, altra cosa da capire, come mai la sconfitta di Roma sia stata percepita così male dall’ambiente. Presto, come detto, per mandare al rogo tutto l’ambaradan, ma almeno una cosa ce la si può chiedere: dopo un mese, è possibile che Sacchetti sia ancora lì a parlare di mancanza di agonismo, di grinta e ferocia? Insomma, della Belvaggine di sonettiana memoria? Senza voler chiedere miracoli, però il pubblico vuole gente che lotta. Questi, saranno in grado di farlo?

Varese, quindi. Magari ricordando come certe sfide tesissime degli anni 90 (citofonare il playoff del 1997, o la semifinale di Coppa Italia del 1999) siano state giocate proprio a Casalecchio, in climi che non saranno per forza di cose ripetibili domenica prossima. E anche Massimo Bulleri, neoallenatore dei lombardi (richiamato a fare da capocoach dopo un anno da vice a Ravenna), non avrà attorno l’ambiente delle sue tante sfide alla Fortitudo, da giocatore, quando era a Treviso. Sfida tra sponsor interinali, con Varese che ha vinto la prima di campionato contro Brescia e riporterà a Bologna intanto l’ex Ruzzier, poi se vogliamo anche quello Strautins, prelevato da Trieste, a lungo nel radar di mercato Virtus. Poi curiosità per Anthony Morse: uno con questo cognome, a Varese, è ovvio che risalti. Coach Sacchetti rivedrà Niccolò De Vico, mentre normale che qualche attenzione – qualche, eh – ce l’avrà Luis Scola. Che tra ottima Supercoppa e inizio di campionato (23+11) non pare essere salito in zona per puro spirito turistico.

(Foto Ciamillo – Fortitudo)

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