Tre su tre, e sebbene in tutte e tre le partite ci siano stati dei momenti di risultato contrario (e ci mancherebbe anche altro di aver fatto 120’ di dominio), alla fine la Fortitudo ha chiuso le prime giornate con il 100% delle vittorie senza dover nemmeno chiedere particolari sforzi ad ansiolitici o cardiotonici. Insomma, meglio non si poteva partire, ed è normale, in una piazza dove di mezze misure ormai non ne esistono più, chiedersi cosa possa fermare una truppa che, fino ad oggi, ha avuto bisogno di microscopi per andare a cercare faccende migliorabili. Non dimenticando che fino ad oggi il capitano Mancinelli ha giocato minuti zero, e che altri – tutti gli esterni, praticamente – qualche problema lo hanno avuto.

La Fortitudo oggi viaggia a 88 di media, che è roba forse improponibile da qui a fine stagione, per un risultato che non è frutto di particolare corri e tira, ma di percentuali al tiro di gran riguardo: quasi il 59% da 2, il 46% da 3 e anche l’83% ai liberi. Ovvero, si segna perché si gioca bene, perché la palla si muove che è un piacere, e perché tutti, finora, sembrano ben immersi nel proprio singolo compito: per intenderci, lo scorso anno si vedeva spesso l’eccesso di passaggi, quando cioè i giocatori non riuscivano a capire se e quando provarci in proprio. Per ora, questa roba non si è vista, e anche i quasi 80 presi a partita (soprattutto la difesa in area va aggiustata) paiono quasi un corollario delle grandi prove di pulizia offensiva. Ora, il problema rimane uno, e uno solo: stare con la testa sulle spalle, perché sentire attorno qualcuno vaticinare di perfect season o comunque di ora sì che si sta bene, è tutto facile potrebbe fare male, malissimo. Beninteso che, per ora, non si può non sognare.

Udine, quindi. La prova che tra il dire e il fare c’è di mezzo e il, dato che in Friuli si parlava di fare un buon campionato volando medio-alto, fuori dal Friuli si parlava di una tra le candidate ai primissimi posti, e per ora si parla di vinte una e perse due, l’ultima in casa contro Montegranaro. Allenati dal ben conosciuto Demis Cavina, i bianconeri giocano attorno alla coppia di americani Simpson-Powell, al già varie volte killer della F Cortese (13+5), e al virgulto Virtus Lollo Penna (21 minuti e 4 punti). Oltre che all’immortale Salvatore Genovese, visto in Fortitudo nell’anno di Finelli. Udine ha un problema da risolvere nel tiro, dato che con il 27% da 3 punti tanta strada non la si fa.

(foto Fortitudo – Valentino Orsini)

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