E alla fine, la prima cosa che viene in mente dopo la debacle di giovedì è che si dovrebbero abolire le interviste ai giocatori. Tutti, non solo quelli della Fortitudo, perchè troppo spesso si dovrebbe recuperare quella rubrica della Gialappa’s sulle “Ultime parole famose”. Qui basta andare a prendere il Sorrentino di domenica sera, quello che “figurarsi se Boniciolli ci permetterebbe una partita come quella di Trieste”. Ecco, appunto. A Matera è stata una roba simile, con l’allenatore che a fine gara è sbottato e nemmeno poco tra digiuni e minacce di mettere all’angolo giocatori che fin qui non hanno dato quello che lui voleva.

Sia chiaro, qui bisogna capire cosa ci si aspetta da questa squadra, e si dovrebbe anche riconoscere che se certi assetti vanno bene quando c’è il sole, non ci si può lamentare quando piove. Che il trio di regia potesse essere precario lo si sapeva, ma se si presume di voler far crescere Candi senza stranieri a renderlo sventolaasciugamani, allora si deve anche accettare che qualche sfondone possa arrivare, per esempio. Poi chiaro, che un conto è perdere come con Imola e Mantova, un conto è collassare come a Trieste e pensare che sia la prima volta. Un conto è, come Matera, deragliare e poi illudersi di poterla aggiustare in un amen: in B2 poteva capitare, qui evidentemente no.

E’ un campionato strano, dove di risultati a sorpresa ce ne sono eccome, dove in classifica c’è un gruppone di squadre a metà da rendere un attimo l’essere quarti e l’essere ultimi, per cui è chiaro che la continuità non può essere pretesa. Ci sono però i feedback dati all’allenatore, che evidentemente a Matera non sono arrivati, e sarebbe curioso capire chi è nella Bottom Ten di Boniciolli. Carraretto, fin qui poco in ritmo ma dal pedigree inappuntabile? Sorrentino, che solo domenica pareva comunque il grande riesumato? Flowers che giovedì non ne ha fatta una giusta ma che prima era acclamato come “americano che domina ma non accentra”? Daniel che forse sta facendo rimpiangere Radic ma che ha un mese di stop da recuperare? Candi che se è un giovane in rampa di lancio quando si vince rischia di diventare un intoppo quando si perde? Montano che si è preso tiri scriteriati ma è anche l’unico che di solito se lo può permettere? Eccetera e via discorrendo, con il dubbio: se giovedì sono andati a letto senza cena, lo hanno fatto tutti o i sufficienti (Quaglia e Raucci) almeno un panino se lo sono potuti concedere?

Treviso, quindi. Realtà che qualche ricordo di qualche precedente (ma poca roba, eh) da queste parti lo fa riaffiorare. E’ una società diversa da quella storica che è evaporata con l’addio di Benetton: non ha nemmeno gli stessi colori sociali (questa è biancoceleste), e per risalire dalla B2 ha dovuto acquisire i diritti – annessi e connessi – di Corato. Quello che è rimasto è però l’amore della gente, che si è affiliata senza problemi a questa squadra che aveva iniziato la stagione con sei vittorie consecutive prima di farsi sorprendere – dopo essere stata avanti di diecimila – da Imola. La allena Stefano Pillastrini, che dovrebbe essere acclamato come cuore Fortitudo senza che qualcuno gli ricordi l’ombra di quel periodo poco fortunato sulla panchina Virtus, e per ora molto è girato attorno all’asse americano Corbett (20 di media e un quasi irreale 70% da 2) – Powell. Ci sono nomi usciti dal vivaio Virtus (Matteo Fantinelli, 9 di media) e Matteo Negri (idem). E tanta attenzione a Davide Moretti, figlio d’arte nato curiosamente proprio durante i giorni del neuroderby di Eurolega, e che ha scelto Treviso malgrado molte offerte dal piano di sopra.

Si gioca domenica all’insolito orario delle 14.15, diretta Sky e tanta gente prevista.

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