Se la vedrà dal cielo, Henry Williams, quella sfida tra Fortitudo e Treviso da lui giocata milioni di volte. Anche se era serie A, anche se spesso era Casalecchio e non Paladozza, anche se in campo c’era per forza di cose altra roba. E un saluto al (forse) migliore americano arrivato in Italia negli anni 90, in era pre-Bosman, è doveroso proprio alla vigilia della “sua” gara. Poi, tornando sulla terra, e tornando in Fortitudo, possiamo giustamente dire che Boniciolli se le vada a cercare. Perchè scegliere uno straniero chiamato Okereafor, tra dittonghi e altre, sembra quasi un mettere in difficoltà chi di lui deve scriverne. Ma uno Smith? Un Jones? Vabbè, almeno si spera che il rendimento di costui sia direttamente proporzionale ai problemi che avranno i giornalai nell’evitare refusi. Okereafor? Orekeafor? Carrefour? Avremo il 3×2 sugli assist?

Per il resto, settimana relativamente tranquilla dopo la sconfitta di Ravenna. Che ci può stare, e ancora meglio se la si potrà definire come acceleratore per chiudere la questione “straniero da mettere in regia”. Specie considerando che Fultz di questi tempi pare suo zio vecchio, e che McCamey, almeno da un punto di vista di rendimento offensivo, qualche segnale lo ha dato. Chissà, ma di certo non è che attorno alla Effe ci siano corazzate imbattibili, considerando come due mesi fa Trieste pareva pronta per dominare il Cska e ora fatica un po’ ovunque. A prova, peraltro, che i giudizi del primo quadrimestre sono interessanti, ma che promossi o bocciati li si decide con i compiti in classe della primavera.

Treviso, quindi. Antica rivale per cui non serve nemmeno aprire lo scrigno dei ricordi, al netto del fatto che in serie A fosse una cosa e ora ne è un’altra. Ma il fatto stesso che 2016 e 2017 ci siano stati incroci playoff dimostra che anche le rivalità, così come le amicizie, non muoiono mai. Ufficialmente malata per un bel po’ di tempo nel girone d’andata, con sconfitte più di quanto non apparissero vittorie, a Treviso hanno fatto 10-1 nelle ultime settimane, cozzando solo contro Verona, a Verona, laddove peraltro la F ci vinse. Un po’ è contato la quadratura del cerchio pillastrinico, un conto l’arrivo dello straniero precedentemente assente, ovvero l’esterno Swann, già visto anni e anni fa a Imola, fatturante fin qui 12 punti e il 48% da 3. Per il resto i 17+7 dell’alona Brown, e una squadra lunga (recuperato anche Bruttini, scassatosi all’andata proprio contro la F) dove spicca la doppia cifra di Antonutti, i 7 assist di media di Fantinelli e l’ex Sabatini, 5 punti ma con percentuali rivedibili, se vogliamo. Allena Stefano Pillastrini, con annessi e connessi: chi lo critica forse il sabato di Pasqua del 1991 era altrove, e non a Cremona: Pilla c’era, e non era nemmeno magro.

(Foto di Fabio Pozzati/ Fortitudo Bologna 103)

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