Ok, da queste parti si è capito che di solito ci si diverte. Domenica di felicità, per la Fortitudo e per la sua gente, che al Paladozza fa fuori Treviso in una partita dove solo le differenti cromaticità ospiti hanno fatto capire che non si trattava di una di quelle duemila occasioni in cui queste due piazze si sfidavano per i vertici italiani e continentali. 4648 dichiarati, buona presenza e vocalità ospite, e partita che sicuramente avrà divertito chi l’ha vista (e chi non c’era, e che magari pensava, in TV, di avere occasione per un abbiocco post abbacchio). Vinta tra alti e bassi, in un curioso corri e tira che ha alzato il punteggio ma non le percentuali (40% scarso collettivo), e che la Fortitudo ha vinto come capita spesso e volentieri in casa. Ovvero, arrivando ad un certo punto con maggiore fiato, e con la capacità di strozzare l’altrui attacco fin dalla culla. Così sono arrivati recuperi, 23 perse avversarie, in un ultimo quarto dove Treviso pareva anche solo incapace di superare la metà campo.

Poi, ora, è tutta materia per psichiatria, come dice lo stesso Boniciolli a fine gara. Incomprensibili i cambiamenti di rendimento tra casa e fuori, tra le atrocità lucane e le esaltazioni casalinghe, incomprensibile capire come sia possibile riuscire in poco tempo a far cotanta modifica. Chiaro, il Paladozza e tutto il resto, ed è anche bello ricordando come, nei due anni scorsi, troppi pseudogiocatori lamentavano che c’era troppa pressione eccetera eccetera. ’sto paio di [omissis], parrebbero dire quelli che sono in campo adesso, e che sembrano non vedere l’ora di giocare davanti a gente che andrebbe a pressare a metà campo assieme ai registi, e che andrebbe a far tagliafuori laddove gli acciacchi di Iannilli potrebbero dar problemi. Allora tutto bene, aspettandosi ora una trasferta a Montichiari (dove gioca Brescia, di sabato sera) che non dovrà essere una gita come altre, ma una partita dove si potrà anche perdere, ma dando l’idea di essere in partita e non alla ricerca di souvenirs per la famiglia.

Per il resto, bello vedere come siano usciti fuori alcuni di quei giocatori che a Matera erano stati davvero negativi: lo zombie Sorrentino e il ciccione (cit, mi raccomando) Italiano. Ora starà a loro capire come esportare il prodotto, specie in quei giorni in cui per vari motivi Flowers non sboccia.

Ancora un altro entusiasmo ci farà pulsare il cuore – Come detto, il duo Italiano-Sorrentino, ma facendo menzione anche di Carraretto e di Daniel. Poi l’ambiente, che ha caricato la squadra anche quando Treviso orologiosvizzerava nel terzo quarto. E tutto il resto.

Ne abbiamo avute di occasioni perdendole – Candi ancora un po’ figlio delle paure di chi sta diventando adulto ma non vuole ancora dimenticarsi dei cartoni animati. Ci può stare. E Flowers, da recuperare fisicamente.

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