Cinquemilacinquecentotrentacinque dichiarati, feste fuori dal campo tra tifosi, compleanno del coach ospite. Poi tutto buttato all’aria, come giusto che fosse, con la Fortitudo a rovinar torte e candeline, e tortellini a battere gli arrosticini. Buona e vigorosa prova bolognese, dopo una vigilia in cui, ad un certo punto, forse Boniciolli avrebbe anche barattato un qualche suo organo interno per evitare di avere ulteriori notizie di fratture o altri danni nel suo roster. Specie se questi guai arrivano nello stesso ruolo. Alla fine Candi è stato arruolato, Ruzzier mascherato in fretta e furia, e le condizioni precarie dei due non si sono particolarmente notate. In una gara dove le due squadre hanno tirato in modo quasi identico (28/63 Bologna, 28/62 Roseto), ma dove la differenza l’hanno fatta le triple. Che sono figlie del giro di palla, della pazienza e del raziocinio. E dei 21 assist alla fine segnalati. Insomma: Bologna in attacco sarà ancora fatta di alti e bassi (16 perse), magari poco capace di chiuderle, ma anche in grado di indirizzarle, ecco.

Poi si potrà disquisire sui tanti accenni fatti dal coach alle sfide tra la sua squadra e la jella, qualcuno potrà anche borbottare e definirli piagnistei. Però alla fine le cose non è che vengano inventate – dubitiamo che Ruzzier sia stato mascherato solo come prova per il prossimo, remoto, carnevale –, insomma. E magari si potrà dire dai, alla fine c’erano tutti, ma il clima, mercoledì, era davvero cupo. Bravi i riparatori di nasi, bravi tutti, e altra prova di quella con il collettivo a mettere le basi, tutti o quasi in fila. E se arriva infine anche la magica giornata di un singolo, in questo caso di Montano, allora ecco spiegata una serata dove, a parte qualche raro momento, mai si è pensato di poter rischiare. E la difesa che ha tenuto a 70 Roseto, limitando più di quanto non dicano le cifre i principali nemici abruzzesi, è figlia del collettivo.

Ora avanti con Piacenza, anche per vedere di portare a casa punti per la Coppa Italia. Che interesserà a pochi, interesserà a molti, ma che intanto sarebbe bello riuscire ad accalappiare. E se non capiterà, come dice Boniciolli, sarà occasione per avere un periodo di formazione in previsione della primavera. Chi vivrà vedrà, mascherato o no.

Shine on you crazy diamond – Montano in casa è quasi una garanzia, ma applausi anche a Campogrande, due triple dopo un periodo opaco, e a Mancinelli che qualcosina ancora lo sa fare, pur nella giornata in cui tutti hanno applaudito il suo predecessore Amoroso. Infine Ruzzier, e chi lo ha messo in condizione di giocare. Intanto, un’altra buona notizia arriva da fuori: tutte le diffide che avevano colpito dopo gara 1 a Treviso lo scorso anno sono state sospese.

Another brick in the wall – Sarebbe bello che ci fossero calumet della pace tra svariati soggetti, attori ed osservatori, di questa Fortitudo. Vedremo.

(foto Pierfrancesco Accardo Photography)

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