Non ci si annoia mai, in casa Fortitudo, ed è bastata una sconfitta, benchè roboante come quella di Piacenza, per far saltare il banco e aprire dibattiti, processi e il cosiddetto mercato. Oltre, naturalmente, alla più classica delle domande, ovvero se sia giusto o no aprire dibattiti, processi e il cosiddetto mercato. Diciamo che questa squadra è stata costruita per fare meglio di quella dello scorso anno. Diciamo che ora non sembra all’altezza. Diciamo che però lo scorso anno a questo punto si era messi pure peggio, e la crescita è stata successiva. Diciamo che ci sono stati svariati infortuni (ma anche l’anno scorso). Diciamo che lo scorso anno servì un inserimento per cambiare rotta. Diciamo che una ciccata clamorosa ci può stare (la truppa che arrivò a 40’ dalla serie A era quella, Iannilli a parte, che si fece sbertucciare a Matera). Diciamo invece che aprire dibattiti, processi e il cosiddetto mercato ci può anche stare, ma non, se concesso, a questo livello. A meno che non ci sia altro che bolle in pentola.

Mercato? Sarebbe interessante capire da che parte iniziare, dato che a rivedere Piacenza sarebbero da cambiare tutti. Con più logica, detto di svariate voci che chissà quanto sono vere e quanto invece figlie di interessi altri (Amoroso gira da un po’, ma mica solo lui), da dove partiamo? Da Montano, di cui Davide Lamma una settimana fa – non quindi nel Cretaceo – disse “E’ lui il nostro tiratore”? Da Knox, per la cui difesa il coach ha aperto una crisi diplomatica (diplomatica mica tanto) con chi lo ha criticato? Da Nikolic, appena arrivato? Da Raucci, alterno ma sempre il migliore difensore dei suoi? Da Gandini, che peraltro non è venuto qua per fare delle doppie doppie? Da Mancinelli, al quale basta sbagliarne una per essere accusato di faciloneria? Da Italiano, che al netto delle capigliature è pur sempre uno dei più ormonalmente mossi? Da Ruzzier, colpevole di infortunio? Da Candi e Campogrande? Tradotto: ci sta cercare di capire dove andare a bussare per migliorare. Un po’ meno mettere tutti sul banco degli imputati, non dimenticando che, comunque sia, questa squadra ha già vinto in trasferta più della passata stagione a questo punto (5-1 e 1-5 12 mesi fa, 4-1 e 3-4 ora). E che nessuno nega che possa e debba essere rinforzata, senza distruggere quel che finora c’è stato di buono.

Recanati, quindi. L’abbiamo appena intravista poco tempo fa, quando ad Ancona la Virtus andò, prese le misure, dilagò, e poi rischiò nel finale tenendo comunque la testa e la vittoria. I marchigiani fin qui hanno combinato poco, vincendo la prima ma infilando poi una serie di sconfitte che è ancora attiva, e che è arrivata a quota 11 malgrado il cambio di panchina che ha portato in città Giancarlo Sacco. Ovviamente a zero nella casella di vittorie esterne, Recanati ha come principale attrazione, diciamo, Gennaro Sorrentino. Uno che, in Fortitudo, in varie epoche, qualcosa lo ha dato, comprese due promozioni. Per lui finora quasi 10 punti e 4 assist di media, ma anche percentuali non fragorose e qualche persa di troppo. Altro ex è Stefano Spizzichini, lungo incappato nella problematica, diciamo, stagione 2013-14. Gli americani sono, come spesso capita, il fulcro della truppa: 18+11 per il lungo Reynolds, 15 e il 45% da 3 per l’ala Bader. 14 punti di media anche per Loschi, per una squadra che non attacca nemmeno tanto male, ma che ha nella difesa (la peggiore del girone) il tallone d’Achille e, quindi, la causa di questo ultimo posto in classifica.

Si gioca domenica al Paladozza, ore 18.

(foto Pierfrancesco Accardo Photography)

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