ETERNEDILE BOLOGNA

Candi – voto 7 – (14pti, 6/6, 4/6, 0/3) – La compagna di corso Flanny Hamilton gli avrà spiegato che non si deve infierire, quindi lui porta palla, la gira a chi deve girarla, sapendo che lo zio William sarà comunque felice.
Montano – voto 6,5 – (12pti, 5/5, 2/6, 1/3) – Parte come sempre all’arrembaggio. Poi si accorge che la nave nemica pare quella dei pirati incontrati spesso da Asterix e soci, e davanti a fin troppa grazia si limita ad accettare l’altrui bandiera bianca senza andare oltre.
Flowers – voto 8 – (28pti, 8/9, 1/3, 6/10) – Gioca con una leggerezza che nemmeno Nino Castelnuovo ai tempi dell’Olio Cuore. Spaniera con gioia, al limite della denuncia per stalking specie nel secondo quarto, dove con 4 triple filate chiude quel poco che era rimasto aperto.
Amoroso – voto 7 – (14pti, -, 4/4, 2/4) – Apre il campo giocando da regista aggiunto, dando alla Fortitudo quella maggiore pericolosità offensiva tanto richiesta in precedenza. Male non sta, ecco, e ora vedremo quanto durerà la faccenda.
Daniel – voto 6,5 – (8pti, 2/2, 3/8, -) – Nemmeno tanta necessità di andare a fare straordinari, visto che la gara la si gioca con le triple e con la facilità di appoggio a canestro. Qualche numero, ma tutto il resto rimandato alla prossima puntata.
Sorrentino – voto 6,5 – (4pti, 2/2, 1/2, 0/1) – Pompa in una giornata dove, a tratti, bastava solo fare la faccia cattiva per trovare un modo per fare canestro. Lui magari minaccia di far sentire Il cammino dell’età ad avversari che, per questo, si scansano disperati.
Campogrande – voto 6,5 – (7pti, 4/4, -, 1/1) – Sguardo in alto, buona voglia di sfruttare l’occasione e di far capire che, insomma, se ci sarà bisogno di servire lui è già lì con il vestito della festa.
Carraretto – voto 5,5 – (0pti, 0/1, 0/1, 0/2) – Abituato a scaldarsi nel momento del bisogno, stavolta che di momenti del bisogno non ce ne sono non si scalda. Quasi a voler preservare la batteria per altre occasioni.
Italiano – voto 7 – (9pti, 2/2, 2/2, 1/2) – Sua la scossa che accende una Fortitudo inizialmente imballata. Asfalta la strada su cui altri, poi, mettono cartelli e segnaletica. Meglio di quanto non dicano le cifre, perché produce a operazioni ancora in corso.
Quaglia – voto NG – (0pti, -, -, 0/1) – Minutaggio ridotto solo per evitare che a fine primo tempo si fosse già avanti di 40.
Rovatti – voto 6,5 – (3pti, -, 0/1, 1/1) – Gol anche per lui.

RECANATI

Traini – voto 5 – (9pti, -, 0/3, 3/6) – Testa troppo bassa, quando la mira sparisce sparisce pure lui.
Smith – voto 4,5 – (13pti, -, 5/10, 1/10) – Lo tengono lontano dagli epicentri, e preferisce tirar pietre da lontano.
Pierini – voto 5 – (7pti, 2/2, 1/4, 1/2) – Sparisce quasi subito.
Lawson – voto 4,5 – (24pti, 3/5, 6/13, 3/5) – Fin troppo inscatolato, fa cifre solo a infradito già indossate.
Maspero – voto 6,5 – (16pti, , 2/3, 4/8) – Una mosca bianca, almeno fa canestro (quasi) fino alla fine.
Procacci – voto 5,5 – (6pti, -, -, 2/4) – Subito due triple. Poi basta.
Lauwers – voto 5 – (0pti, -, -, 0/2) – Sunset boulevard, more or less.
Bonessio – voto 5 – Nemmeno un motivo per notarne la presenza.
Allodi – voto 5 – (2pti, 0/2, 1/2, -) – Come sopra.

VERBA MANENT

BoniciolliSono rimasto profondamente colpito dal saluto dei suoi compagni: Massimino non lo conoscevo, so che mancherà a tanti, e penso che questa sia stata una partita da dedicare a chi ha amato i suoi parenti ma anche questa società come solo i tifosi Fortitudo sanno fare. Lo dico con sincerità, il saluto che gli hanno dedicato i suoi amici è tanto. Poi, contro una squadra che ha fatto un grande salto di qualità e lotta per il dignitoso obiettivo della salvezza, abbiamo visto le due facce di questa squadra, e spero che si sia visto per l’ennesima volta cosa serve per essere competitivi. Abbiamo iniziato preoccupati nel contenere gli uno contro uno con poca efficacia e rotazioni tardivi, e abbiamo fatto iniziare una squadra di tiratori in modo straordinario. Poi, con Sorrentino e Italiano, abbiamo alzato il livello di energia contro chi non è di fascia bassissima, e abbiamo creato i minuti di basket più spettacolare visto da queste parti negli ultimi anni. La nostra qualità offensiva è intimamente legata a quel che produciamo dietro: se difendiamo siamo pericolosi, altrimenti siamo anche peggio delle altre. Loro hanno alzato intensità, i ragazzi sono andati dietro, e abbiamo visto cosa cambi nell’avere o no Flowers. Il mio orgoglio non è averlo trovato, ma avere vinto delle partite senza di lui in tempi in cui Montano ci stava tenendo su da solo. E, anche prima che si infortunasse, o dopo il rientro, non era nelle condizioni giuste ma giocava lo stesso. C’è chi dice che piango troppo, ma chissà come sarebbe andata senza questa sfiga mondiale. Altra cosa. In un contesto di giocatori che stanno lavorando con grande serietà e disciplina, l’innesto di Amoroso ha alzato il livello in modo notevole, abbiamo un post basso difficilmente contenibile in questa categoria: in relazione con questo, devo dire che la società, da Muratori e Pavani in poi, per consentire al pubblico Fortitudo di vedere dello spettacolo, ha fatto uno sforzo enorme. Io da semplice allenatore non voglio fare proclami, ma uno sforzo del genere mi ha permesso di giocare gli ultimi 7-8’ di una partita di A2 con una età media in campo di 20 anni circa. La società vuole riportare la Fortitudo ai livelli che si merita, e se questo non fosse i tifosi non uscirebbero dal campo contenti. Mi fa venire l’orticaria dire questa parola, ma qui si parla di “progetto” con nazionali Under 20 quando l’anno scorso eravamo 0-2 con Costa Volpino. Spero che lo sforzo dei dirigenti sia assecondato, sarebbe bello continuare con ancora maggiori energie. Oggi Lawson arrivava con 20+10 di media, ha fatto canestro solo alla fine: non lo ha difeso solo Daniel, che in altre partite aveva messo in difficoltà Samardo Samuels. Oltre a lui, lavoro difensivo pauroso di Amoroso: ha 36 anni, un passato importante, accetta di prendere meno che a Caserta, si cura 6-7 ore al giorno, accetta di giocare anche non sano e si sbatte contro un americano che ha queste credenziali, è un esempio per i giovani così come lo è Carraretto. A Trieste, da assistente, portai Meneghin in una squadra di giovani: non voglio fare rapporti ingiuriosi, ma chi vede Amoroso giocare così impara tanto. Questo è quello che Valerio ha capito: si allena come l’ultimo dei giovani, ha voglia di crescere, sa quali sono i limiti della squadra perché sarebbe facile insegnare basket a Boscagin e Moraschini, noi vogliamo insegnare a Candi, Rovatti e Campogrande. E per questo servono grandi professionisti in palestra. I miei quintetti? Non devo dare segnali: se avessimo iniziato a fare il circo dopo l’intervallo sarebbe stato offensivo verso gli avversari, poi a Recanati eravamo avanti di 20 e siamo usciti miracolosamente illesi. Infine, i giovani devono entrare in campo perché se lo meritano: Campogrande è più pronto di Rovatti, e non viene dalle giovanili di Reggio Emilia. E’ stato bravo ad entrare e uscire e a fare canestro, e noi dobbiamo imparare a stare sempre sul pezzo. Poi se Flowers gioca in questo modo deve stare in campo, perché la gente paga il biglietto per vedere queste cose.

FlowersNon è il mio massimo in carriera, sono arrivato a farne 37. Essere in forma? Si sta per forza meglio, è meglio per il team. Io non sono solo un tiratore, cerco di aiutare la squadra a fare le cose migliori, e poterli fare rendere al meglio. Io cerco di imparare da loro e viceversa. A che percentuale di forma sono? Cerco di capirlo una partita per volta, lavoro duro perché l’obiettivo è arrivare ai playoff, e matematicamente ancora non ci siamo. Esempio per i giovani? So che loro mi rispettano e questo rende le cose più facili. Cerco di aiutarli a crescere, in modo da far avere loro una buona carriera e penso che la faranno. Sanno rispettare il lavoro dei giocatori esperti. Livello del campionato? Non sapevo cosa aspettarmi, avevo chiesto cosa poteva essere, e mi sono reso conto che c’è tanto equilibrio, e arrivare in forma al momento giusto potrebbe essere un grande vantaggio. L’italiano? Cerco di impararlo.

SaccoClassifiche differenti. Per che riguarda i miei, ci siamo fin troppo accesi e spenti. Li ho messi in guardia dal fatto che la Fortitudo poteva svegliarsi, e forse li ho fin troppo spaventati. Non l’ho gradito, non c’è stata attenzione in difesa.

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