Tutto talmente semplice da chiedersi davvero cosa capiti al di fuori del Paladozza, dove la Fortitudo per forza di cose, a quanto pare, non riesce a riprodurre l’ambiente che invece, a casa propria, rende tutto così semplice. Perché la trama è sempre la stessa, A2 o B2 che sia: prima si studiano le mosse degli avversari, poi li si va ad arrotare in lungo e in largo fino a rendere decisamente tranquillo il finale. Bologna ne becca 22 nel primo quarto, contro una Ravenna inizialmente di gran velocità di palla e buone percentuali. Poi ne concede 21 nei quarti centrali, lasciando poi che per toccare quota 60 i romagnoli debbano affidarsi al semplice garbage time, perché altrimenti forse anche il 50ello sarebbe stato complicato. Tutto nella fisicità, come dice a fine gara il coach avversario, ma è anche vero che se la Fortitudo si comporta sempre in questo modo, e di alternative chi viene qui ancora non ne ha trovate, allora tutto bene. Sgambettando attorno a Daniel che domina malgrado lo squaraus di metà settimana, e girando la palla con la tranquillità di un Sorrentino decisamente diverso rispetto a quello che si era palesato fino a poco tempo fa.

Considerando che forse si potrebbe consigliare a Boniciolli di passare le sue serate bolognesi in modo migliore che non passeggiare strappandosi i capelli dalla testa pensando a cosa poteva essere questa Fortitudo senza i guai di Daniel e Montano, il sei più che lo stesso coach ha dato come pagella di fine primo trimestre male non è, con qualche pareggio sparso qua e là, una sconfitta semicasalinga con Mantova forse inevitabile per tanti motivi, e le due pecche di Trieste e (soprattutto) Matera a far capire che comunque la strada non è che possa essere sempre uniforme. Questa squadra ha una fortissima identità difensiva, in casa non sembra avere paura di niente, e ha l’unico problema nel dover esportare le sue cose anche lontano da qua. Sapendo che a volte si può anche ciccare, ma restando a testa alta come a Brescia. Ora tocca a Treviglio, trasferta meno ostica di quanto non poteva essere appunto Brescia, ma che per questo diventa cartina tornasole molto, molto interessante da valutare. Poi ci sarà da capire come staranno Daniel (che comunque ieri la partita l’ha finita) e le falangi di Candi, ma intanto si esce dalla decima di campionato con discreta soddisfazione collettiva.

Ancora un altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore – Sorrentino e Daniel possono essere coppia su cui fondare un asse importante, specie in queste gare dove manca Flowers e dove Candi, tra una cosa e l’altra, qualcosa lo sta patendo. Ma anche le ritrovate triple di Montano, che prima di oggi tirava con percentuali stile famosa canzone di Gianni Morandi. Tutto l’ambiente, ecco.

Ne abbiamo avute di occasioni perdendole – Manovra preventiva: che Sorrentino stia attento a dove attraversa la strada, se a Treviglio non dovesse fare partitona.

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