È stata la settimana in cui, in Fortitudo, si è ufficialmente ri-riaperto il mercato. Archiviata la F 1.0 di Roberts e quella precaria 2.0 di Nikolic (che, peraltro, a Casale sta producendo cifre di molto inferiori rispetto a quelle già rivedibili bolognesi), anche l’attuale 3.0 si è vista necessitare di rattoppi. E queste giornate, con l’attesa di capire se e quando arriverà il prescelto (Cinciarini), evidenziano svariate cose. Intanto, che nulla sembra sarà lasciato intentato – anche a livello economico – pur di ottenere la promozione. Poi, chiaro, che determinati progetti su questo gruppo non sono andati a buon fine.

È palese che ci sia un po’ di insoddisfazione (o delusione, fate vobis) sul rendimento di qualcuno. La non continuità di Montano. Il calo vistoso di Candi. Le promesse fin qui non mantenute dal Ruzzier smascherato. La poca incisività di Raucci. Come se l’arrivo di Legion avesse rotto, involontariamente, gli equilibri e le gerarchie precedenti. Ora si dica quel che si vuole: idee del coach sconfessate, errori, con giudizio più o meno caricato dai soggettivi pensieri sull’operato di Boniciolli. Egocentrico incapace di ammettere i propri errori, per qualcuno. Comunque quello che ha preso la Effe dopo l’epica Costa Volpino e quindi meritevole di ogni indulgenza, per altri. Ovvio che si dovrà, anche, capire come un gruppo storico (semi-delegittimato?) reagirà a nuovi innesti e, di riflesso, a minori spazi.

Piacenza, quindi. Sinusoidale se ce n’è una, la squadra allenata da coach Andreazza (eroe nei momenti migliori, a rischio siluro in seguito) era partita con due sconfitte, per poi trovare un eccellente momento a metà stagione, aggrappando i primi posti in classifica e sognando oltremodo. Dopo, il crollo: sei sconfitte consecutive hanno scaraventato l’Assigeco nella parte destra del ranking, messo in discussione posizioni, e ridimensionato tante cose. In seguito, due vittorie casalinghe non scontate con Trieste e Ferrara hanno se non altro drenato l’emorragia, figlia forse della situazione precaria negli spot di stranieri, con Bobby Jones tornato in patria per problemi familiari. Ha appena esordito il suo sostituto, il lungo lituano Biruta, 11+13 alla prima. Attorno, in una squadra che non fa distinzioni tra casa e fuori (6-7 il bilancio, che rende i piacentini tra i peggiori casalinghi ma tra i migliori esterni), l’ex Virtus Hasbrouck (17 punti e la possibilità di essere decisivo nel bene come nel male), il tiro di Raspino e Formenti, i muscoli di Luca Infante, e il rammarico di una stagione dove troppi granelli di sabbia sono finiti dentro i macchinari biancorossi.

Si gioca al PalaDozza domenica alle 18.

(foto Fabio Pozzati)

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