Ci sono alcuni teatri americani i cui palchi furono, in impeti di furia, distrutti da Jim Morrison durante i suoi concerti più turbolenti. Palchi che sono rimasti lesi, dato che oggi come oggi il poter vendere al pubblico un venghino a vedere cosa fece il Re Lucertola è motivo di turismo, visto e considerato quello che è diventato – ammesso che sia davvero stato poi inumato a Parigi – il leader dei Doors. Ecco, la curiosità sorge spontanea, dopo aver saputo delle devastazioni pozzecchiane nello spogliatoio di Roseto: gli avranno mandato il conto a casa (sarebbe poi interessante valutarne l’importo) o il tutto resterà danneggiato e motivo di futuri tour per amanti della Mosca? “Vedete, qui l’allora allenatore Fortitudo spezzò una panchina infuriato per un tagliafuori non completato, qui invece scardinò una porta a causa di un cambio difensivo sbagliato”. Fateci sapere, perchè la curiosità non è solo donna, ma anche giornalaia.

Di certo, la gara di Roseto ha dimostrato che la squadra mantiene le sue difficoltà storiche di continuità nelle singole partite, e vai a capire quale sia la ragione. D’altra parte è ancora presto per capire quale possa essere stata la mano (cit.) del nuovo allenatore: sicuramente le gerarchie di Pozzecco sembrano essere diverse da quelle di Boniciolli, anche se non si potrà pretendere di alzare oltre i 30 il minutaggio medio di anzianotti come Mancinelli e Rosselli. Di certo cade all’occhio il tracollo nelle graduatorie di McCamey, che si sperava potesse rivitalizzarsi nel nuovo ruolo di guardia. E di certo, le gare che separano la F dai playoff, come fu Roseto, come sarà Mantova e come sarà quella di domenica con Piacenza, non sono sfide da far tremare le vene nei polsi, dato che sono tutte squadre più o meno senza obiettivi di regular season. Quindi, poteva andare peggio, e il tempo per ulteriori esperimenti c’è eccome. Tempo determinato, però, ricordando che nei playoff servirà molta, molta solidità in più di quanta non ne sia stata palesata in questa strana stagione. Dove arriverà il miglior posizionamento alla trentesima degli ultimi anni, ma dove nessuno sembra contento e/o convinto.

Piacenza, quindi. Non è ancora tempo di infradito per la truppa di Cesare Riva, dato che manca ancora una vittoria per avere la matematica salvezza senza passare dai playout, con Bergamo dietro che sta rimontando e che ha il vantaggio dello scontro diretto. È comunque una realtà in salute, che ha fatto 4-4 delle ultime 8 mettendo in difficoltá, domenica scorsa, la capolista Trieste. Attenzione alla crasi in esterno Carlton Guyton, forse con caratteristiche più da cognome che non da nome: 16 punti e il 40% da 3 lo rendono pericolo numero uno, mentre l’altro straniero è il lungo Arledge (14+7). Poi gli italiani, con attenzioni d’oltre Arcoveggio per Oxilia (6 di media) e per l’antico virgulto biancoblu Sanguinetti (7), oltre agli esperti Infante e Formenti. Insomma, la tipica squadra che una imboscata, se presa alla leggera, te la può rifilare.

(foto Fabio Pozzati – Fortitudo Pallacanestro 103)

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