(Foto Valentino Orsini - Fortitudo Pallacanestro 103)

Tra infermerie dove nessuno sembra in grado di uscire fuori e mercato letteralmente d’Egitto, Antimo Martino dovrà pensare alla partita di domenica sera con quelli che ci sono, sperando di aver avuto il tempo sufficiente, se non altro, per capire davvero dove sia finito. Anche se forse non è un caso che le sue parole del post Cremona, legate alla necessità di mettere da parte egoismi e aumentare lo spirito di sacrificio, siano poi le stesse uscite sia da Meo Sacchetti che da Luca Dalmonte. Insomma: cambiano gli allenatori, cambiano (parte dei) giocatori, ma evidentemente ‘sta truppa non sempre sente la necessità di sbucciarsi le ginocchia o di mettere davvero tutto l’ossigeno dei propri polmoni sul campo.

Eppure Pesaro diventa snodo fondamentale, un po’ perchè dopo il calendario è duro, un po’ perchè una vittoria serve in maniera disperata per togliere dalle spalle una scimmia che è ormai Godzilla, visto il clima plumbeo, i social che picconano e il pessimismo cosmico che alberga sulla Fortitudo. Servirebbe una di quelle vittorie anche con il canonico gol di Zoff, o con autocanestro da metà campo, nella più classica forma del pecunia non olet, in attesa poi di capire cosa abbia Groselle, se mai si rivedrà Fantinelli, se l’Egitto porterà faraoni o via di questo passo. Vero che senza l’asse – presunta, perchè ‘sta storia di Fantinelli previsto titolare, insomma… – play-pivot le cose non sono facili, ma non è il momento di piangersi addosso. Non è una ultima spiaggia e ci mancherebbe altro, visto che siamo solo alla terza di campionato, ma in questo caso dire meglio vincere che perdere non è banalità, ma è puro spirito di sopravvivenza.

Pesaro, quindi. Già sarebbe una sfida con tanta di quella storia da perdersi in letteratura di epica, se poi gli ultimi due episodi hanno detto due vittorie pesaresi con annessi e connessi, si capirà che domenica la palla sarà ancora più pesante del solito. Ricordando l’ultima al Paladozza, prima della chiusura, quando la Vuelle saccheggiò Azzarita nell’unico gol della stagione (faccenda che finì nel computo dei motivi che portarono al saluto di Martino? Chissà). O l’ultima a Casalecchio, con tutta l’infinita e inutile trafila del ricorso per la posizione di Justin Robinson, precedente per cui la quale (cit.) è il caso che domenica, prima della partita, si stia tutti attenti a chi andrà in campo. Ah, c’è stata anche la faccenda di Repesa, che Pesaro avrebbe voluto, Bologna se lo portò via, e da Bologna è andato via.
Ad ogni modo, Pesaro è 1-1, ha già cambiato un po’ visto che Petrovic era poco convinto dei suoi esterni, e viene da una vittoria infrasettimanale contro Trieste nel giorno dell’esordio del regista Larsen, chiamato dopo la bocciatura di Pacheco. Attenzione alla guardia Sandford, alla voglia di riscatto di Moretti dopo le panche milanesi, e al solito eterno Delfino. Ma, soprattutto, attenzione al fatto che per Pesaro questa è una partita da circoletto rosso.

Si gioca domenica, ore 20.45, diretta RaiSport, Discovery+ e Radio Nettuno Bologna Uno.

(foto Valentino Orsini – Fortitudo 103)

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