Con la situazione Ashley forse prevedibile – come scritto altrove, il giocatore aveva già mostrato segni di insoddisfazione in passato – ora c’è però da chiedersi come si muoverà sul mercato la Fortitudo, dato che le posizioni da coprire rischiano di diventare tre, e con la sosta di campionato che sì aiuta, ma che finora non ha portato a nulla: per Repubblica potrebbe tornare in auge il nome di Langford (che aveva chiesto qualche settimana di tempo per rimettersi a posto e per questo non si era proseguito sulla sua strada: di fatto, le settimane stanno passando comunque) mentre per il Corriere pare inevitabile il passaggio al 6+6, grazie anche ad un extrabudget messo a disposizione dai soci. La cifra complessiva necessaria, tra innesti e luxury tax è stimata in 200mila euro.

Però, ad oggi, nomi non ce ne sono, a parte quello di Kilpatrick, che rimane sotto contratto con l’Hapoel Gerusalemme. Secondo Stadio i ruoli cercati sono playmaker, guardia e ala forte.

Questo mentre rimane arcana la situazione di Matteo Fantinelli, che se fosse disponibile permetterebbe alla Fortitudo di avere un effettivo in più senza andare alla ricerca di stranieri, ma che dopo le incoraggianti dichiarazioni del pre-Venezia sembra, ora, nuovamente bloccata. E’ chiaro che un possibile saluto a Groselle diventa ora impensabile, e che ora i giocatori non italici certi di giocare sono tre: in ordine di ruolo Durham, Benzing e Groselle. Dura che resti Gudmundsson, dura che si fumi il calumet della pace con Carmen Sandiego Ashley: che ne arrivino due, o tre, è però necessario che si faccia molto, molto in fretta.

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