ETERNEDILE BOLOGNA

Sorrentino – voto 5 – (0pti, -, 0/1, 0/2) – Il portar palla sperando solo nella fortuna di evitare guai (sono comunque tre perse) non è che possa essere sufficiente, ecco.
Flowers – voto 5,5 – (11pti, 3/3, 1/4, 2/5) – Davanti va bene solo quando viene messo in ritmo, perché ad andare in proprio sono solo perse (5). Dietro, l’impressione è che non sia, eufemismo, il Claudio Gentile di Spagna 1982.
Carraretto – voto 6 – (11pti, 4/4, 2/7, 1/4) – Questione di dischi dei Litfiba. Desaparecido prima, El Diablo poi quando la riapre, Mondi sommersi infine quando viene stoppato all’ultimo assalto. Solo una fiammata.
Quaglia – voto 5,5 – (0pti, -, 0/1, 0/1) – Dietro non deraglia, davanti non è che possa in un colpo solo iniziare a dare del tu a mattonelle che almeno a questi livelli gli sono molto, molto aliene.
Radic – voto – 6,5 – (18pti, 6/7, 6/14, -) – Tanti minuti (35), andando e venendo facendone una buona e una no. Doppia doppia, i liberi del sorpasso, compito svolto senza particolari ulteriori colpe. A lungo è l’unico approdo possibile per Bologna.
Candi – voto 6,5 – (11pti, -, 4/5, 1/2) – I vizi della gioventù sono tutti nel fallo che manda un quasi impiccato Di Bella a mettere tre liberi su quattro (così è se vi pare). Prima era stato il solito, di grande presenza difensiva e ben pochi dubbi sul cosa fare davanti.
Raucci – voto 6 – (5pti, -, 1/2, 1/1) – Prova a riscattarsi dallo sdeng di domenica, e per quel che è nelle sue corde ci riesce anche. Difende ovunque lo mettono, oltre non può andare.
Italiano – voto 6 – (8pti, 2/4, 3/7, -) – Non pervenuto per un bel po’, diventa importante leader difensivo nel momento della rimonta. Recupera, quasi la vince, e peccato, peccatissimo, per quella boccia che andava gestita, e non lanciata alla ricerca di altre cose.
Iannilli – voto 4,5 – (0pti, -, 0/1, -) – A tratti è come cercare di inserire una videocassetta in una porta usb, per come fatichi – e non riesca – a trovare i suoi spazi. Cinque falli in nemmeno dieci minuti.

DINAMICA MANTOVA

Di Bella – voto 6 – (13pti, 4/4, 3/7, 1/2) – Non affonda quanto potrebbe, anche perché affronta leve che ne prosciugano l’ossigeno. Quasi la perde con le bocce buttate al vento manco fosse una Samantha Fox qualsiasi, poi lo salvano dalla lunetta.
Gergati – voto 6 – (7pti, 1/2, 3/6, -) – Si pianta contro la difesa bolognese, cinque perse.
Moraschini – voto 6 – (8pti, -, 4/11, 0/3) – Tira fin troppo per le mani che si ritrova.
Ndoja – voto 6,5 – (14pti, 5/6, 0/3, 3/7) – Meglio di quanto non dicano le cifre, perché mette quelli importanti.
Simms – voto 4 – (3pti, 1/4, 1/5, -) – Per quanto visto oggi, pare preso con le sorpresine nell’ovino Kinder. Nulla di decente.
Fumagalli – voto 6,5 – (4pti, 1/2, -, 1/1) – Senza fronzoli.
Amici – voto 7 – (15pti, -, 3/6, 3/5) – Stile offensivo che è quasi manna, in una partita così viscosa.
Alviti – voto NG
Gandini – voto 6,5 – (3pti, -, 0/1, 1/2) – 8 rimbalzi, tanta legna.

Le parole di Matteo BoniciolliPartita fotocopia, con un altro ritmo e un altro punteggio, e con giocatori – quelli di Mantova – di qualità ed esperienza superiore, non me ne vogliano quelli di Imola. Dal punto di vista tecnico e dello sviluppo la partita è la stessa, arriviamo davanti a pochi secondi dalla fine. Ho detto ai miei giocatori due cose: la prima è che prima di lamentarci degli arbitri bisogna segnare i tiri liberi importanti. Cresciamo e cresceremo preoccupandoci di quello che facciamo noi, non di quello che fanno gli altri. Se a Imola Radic segna i due tiri liberi a 50” dalla fine probabilmente abbiamo vinto, se stasera Italiano segna il secondo tiro libero invece di lamentarsi degli arbitri – non lo sto attaccando ma sto dicendo quello che è successo – andiamo a +3 e vinciamo la partita, e siamo a 4 punti invece che a zero, ma questo mi interessa poco, perchè in una stagione di 28 partite i margini sono ancora importanti.
La seconda cosa la sintetizzo così: ci sono quelli che nascono in una clinica svizzera assistiti da uno staff medico incredibile, figli di miliardari che una volta raggiunta la maggiore età diventano amministratori delegati dell’azienda del padre; e poi ci sono quelli che nascono sulla strada, da una donna malata che muore mettendoli al mondo, tirati su dalla strada e messi in un istituto, e che si laureano con molte difficoltà alla fine della loro vita facendo una discreta carriera. Io credo che che il profilo esistenziale della Fortitudo sia il secondo. Siamo nati per soffrire, abbiamo dei valori attorno ai quali reggere in questi momenti di difficoltà, e sono il lavoro, la fatica e l’impegno. Oggi siamo stati sotto 39 minuti su 40 e abbiamo fatto una prestazione offensiva a tratti imbarazzante. Ma per voglia, per difesa e anche per condizione atletica – per la quale ringrazio ancora il preparatore Raul Parisi – arriviamo ad avere la palla in mano per vincere. Sbagliamo, e poi succede che il miglior giocatore della squadra, che in questo momento è Leonardo Candi, secondo me stoppa regolarmente – ma non è una polemica, l’ho detto anche agli arbitri che non abbiamo perso per quel fischio,  e comunque la rivedrò – ma commette un fallo che un altro con 30 anni più di lui non avrebbe commesso, ma sono felice di allenare lui e questa squadra che crescerà e maturerà. Quello che mi dispiace è che far crescere giovani talenti in Italia è particolarmente impegnativo. Alleno da molti anni, ho allenato molti grandi talenti e sono stato assistente di una grande squadra che nasceva come Trieste, e purtroppo la musica è sempre la stessa: se un 35enne un 18enne si spingono nove volte su dieci il 18enne fa fallo. Questo è un peccato: ci lamentiamo che non abbiamo giocatori, ma quando li abbiamo gli creiamo un percorso particolarmene accidentato.
Ma noi abbiamo scelto di investire su questo tipo di percorso. E anche in questa partita, giocata offensivamente in certi momenti in maniera orribile, siamo arrivati davanti a pochi secondi dalla fine, ed è la seconda partita di fila in cui arriviamo avanti negli ultimi venti secondi. E’ anche la seconda partita che perdiamo, e sappiamo anche perchè: perchè abbiamo scelto di non fare una squadra che nasceva quest’estate e moriva tra sei mesi, ma abbiamo investito sulla crescita di alcuni giocatori. Potevamo vincere due partite e saremmo stati la rivelazione della stagione, ne abbiamo perse due negli ultimi 20”, io continuo serenamente a fare il mio mestiere. Questo è un gruppo di persone serie, alcuni bravi giocatori e altri meno, ma siccome non dobbiamo vincere lo scudetto né andare in Eurolega si continua in direzione ostinata e contraria, come diceva il poeta.

(per le interviste si ringrazia Alessio De Giuseppe di Radio Bologna Uno)

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