Ci si continua a chiedere cosa potrà fare la Fortitudo in un finale difficoltoso e/o punto a punto, e prima o poi capiterà che Martino dica ai suoi di partire con l’handicap per dimostrare agli spettatori e ai giornalai che nulla è impossibile, quando la squadra ha convinzione e identità. Contro Mantova, distratta per mille e mille altre cose, Bologna è dovuta scendere fino al -11 del 27’ (49-60) prima di mettere le cose a posto e ripartire. Dopo una prima parte di gara confusa, poco felice, e non certo figlia della rinnovata panchina lunga e ricerca di nuove gerarchie. Semplicemente, si sbagliavano appoggi, non si chiudeva bene, nella classica serata in cui sembra che le scarpe siano state messe al contrario. Poi la scossa, con Cinciarini – soprattutto ma non solo – e gli altri a scaricare tutto quello che c’era da scaricare, tornando a dominare sia in attacco (38 in 13’, per l’ennesima partita a rischiar di sfiorare i 90) che a gestirla dietro, soffocando una Mantova con, come si suol dire, crisi di ossigeno.

Sei su sei, guardandola dalla parte opposta del calendario meno 24, per una squadra che è talmente supportata dai risultati dal poter anche prendere le cose che non sono andate bene della giornata e viverle con la serenità di chi, comunque, imbattuto era e imbattuto è rimasto. Tanto che, forse, ora il rischio potrebbe essere un altro, ovvero quello di ritenersi in grado di poterle girare sempre, comunque, in ogni modo. Non sarà sempre così, e ora la trasferta in casa di Piacenza (sponda Assigeco) diventerà interessante per come verrà approntata.

In ginocchio da te - Cinciarini ormai viaggia ad un punto al minuto, e non è credibile pensare che questo suo modo di gestirlo possa essere o diventare un problema. Il rientro di Fantinelli, che potrebbe viaggiare di tripla doppia a partita, specie in casa. La reazione finale, come sempre.

Non son degno di te - Chiaro che le problematiche nei rapporti tra tifosi sono evidenti e palesi, e prima o poi si dovrà trovare un accordo, specie se il rischio è quello di distogliere attenzione da quello che capita sul campo: difficile dire che il calo del secondo quarto sia stato figlio di quanto capitava sugli spalti, ma intanto è successo. Con la squadra che ha patito, probabilmente, le questioni sul collocamento degli striscioni che hanno portato alle pesanti discussioni tra Fossa e Unici.


( Foto Fabio Pozzati/ebasket.it )

2 APRILE, IL GIORNO DELLA FORTITUDO VITTORIOSA A REGGIO EMILIA E DI TEO ALIBEGOVIC
BIGNAMI CASTELMAGGIORE - UPEA CAPO D'ORLANDO 93-91