Con l’ennesimo rigetto del ricorso Fortitudo sulla questione Robinson, cala per ora il sipario su ciò che i tribunali avrebbero potuto fare per modificare il risultato sul campo di una partita alla fine vinta da Pesaro. Vero che Bologna potrebbe ancora fare ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI, ma con tempistiche non brevi e quindi non decisive per il corso del campionato.

“La conferma della trasmissione degli atti alla Procura anche in questo grado di giudizio è un segnale evidente che ci troviamo di fronte ad una situazione quanto meno dubbia. I giudici espressisi finora hanno di fatto ritenuto che non ci sia una sanzione che incida sul risultato della gara, ma eventualmente potrebbe configurarsi un illecito di natura disciplinare con tutto ciò, anche più grave, che ne potrebbe derivare” è quanto dichiarato dall’avvocato della Fortitudo Enrico Cassì e riportato da Damiano Montanari per Stadio, mentre l’edizione pesarese del Carlino, ovviamente anche ironica sulla questione, fa notare che la società marchigiana non avrebbe apprezzato certe dichiarazioni (“Di Covid si muore”) che farebbero pensare ad un eventuale irresponsabile utilizzo di Robinson senza la certezza della sua negatività.

Attenzione bolognese quindi da rivolgersi ora solo sul campo, con l’inizio di una settimana dove ci sarà quotidianamente da valutare la situazione di Dario Hunt, che dovrà essere rimesso in piedi per la gara di Cantù. Così come anche la novela Stojanovic, per il cui tesseramento (dead line venerdì mattina) servirà aggiustare i conti con la Comtec. Tanta roba sul fuoco, quindi.

(foto Vanoli Cremona)

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